di Redazione, #Roma
Lunedi 5 e martedì 6 luglio, alle ore 21.00, presso il Complesso del Seraphicum di Roma, va in scena lo spettacolo “I nomi di un gioco” che prosegue la rassegna teatrale “RE. TE. Festival”, giunta alla sua seconda edizione. Floriana Corlito, Giorgia Pozzi ed Alessio Droghini, diretti da Alessandro Calamunci Manitta, portano in scena un testo di Carolina Sacconi.
District Dance Festival 2026: la danza attraversa la città tra piazze, parchi e nuovi paesaggi di Roma
Roma torna a essere attraversata dalla danza con la nuova edizione di District Dance Festival, la rassegna a... →
La Storia è un fatto e un fatto è un dato oggettivo, ma cosa succede quando due giovanissimi avvocati si scontrano con le storie di chi la Storia l’ha fatta? Giulia e Francesco accettano di difendere Rosy. La storia di sua nonna, una staffetta partigiana, è stata rubata da un noto scrittore che l’ha inserita nel proprio libro e l’ha resa universale. La storia, la memoria, i ricordi di una ragazza che a soli 17 anni ha fatto la resistenza ci pongono una domanda: il 1945 ed il 2021 sono davvero così distanti?
Lo spettacolo è nato da un incontro “con una donna straordinaria, una partigiana classe 1927. Siamo stati subito colpiti dalla sua grande forza che ci ha spinto a chiederle di poter scrivere uno spettacolo proprio su quella storia, la sua, che senza sosta continua a raccontare. Come poter restituire quello che i racconti di questa donna sono stati per noi? Ci siamo accorti che conoscere la Storia non significa solamente impararne le date, ma empatizzare con essa ci aiuta a comprenderne il significato più profondo. Entrare a contatto con le testimonianze di chi la Storia l’ha costruita con la propria vita, ci aiuta ad avere una consapevolezza diversa dei tempi moderni”.
“I NOMI DI UN GIOCO”
Cartellone RE. TE. Festival
Lunedi 5 e martedì 6 luglio 2021, ore 21
Complesso del Seraphicum – Roma
Dal 7 al 13 settembre nei boschi di Coltano torna ALTRE VISIONI, la IX edizione a cura di Animali Celesti
Che cosa può accadere quando il teatro non chiede alle differenze di adeguarsi, ma le assume come possibilità... →
(4 giugno 2021)
©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata
