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Maria Letizia Gorga e Bertolt Brecht: un connubio fortunato

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Brecht l’amico ritrovato vede in scena Maria Letizia Gorga accompagnata da Stefano De Meo al pianoforte e da Pasquale Laino ai fiati. Gorga alterna poesie e testi di Brecht a sue canzoni, proponendo un riuscitissimo recital omaggio al grande autore tedesco.

Molti i temi affrontati in questo viaggio nella poetica di Brecht:
l’alienazione urbana e l’identità (
Brecht si definisce un cittadino delle “città d’asfalto”, nato nei boschi ma cresciuto nel cinismo della metropoli);
il potere del denaro e l’ipocrisia sociale (il denaro è descritto come “sopra dio” mentre l’uomo è ridotto a merce); la denuncia della natura tecnologica e disumana della guerra (il carro armato e il bombardiere che hanno il “difetto” di aver bisogno di un uomo per funzionare); il dubbio come strumento di liberazione intellettuale e, naturalmente, il comunismo come soluzione “ragionevole” e “ovvia”.

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Il testo è un regesto di opere di Brecht:
la poesia  Del povero B.B.,  (Vom armen B.B.) scritta nel 1921 (o 1922) e contenuta nel Libro di devozioni domestiche (Hauspostille), che possiamo definire il manifesto autobiografico di Brecht (vengo dai boschi neri Mia madre dentro le città mi portò quand’ero ancora nel suo ventre. E il freddo dei boschi fino a che morirò sarà dentro di me).;
A chi esitadel 1933, la prima poesia della quarta sezione della raccolta Poesie di Svendborg (Svendborger Gedichte) pubblicata per la prima volta in Danimarca nel 1939 (Dici: per noi va male. Il buio cresce. Le forze scemano);
A coloro che verranno (An die Nachgeborenen) del 1938 scritta nel pieno degli anni d’esilio (Ma come posso io mangiare e bere, quando quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua? Eppure mangio e bevo);

L’i
nfanticida Maria Farrar (Von der Kindesmörderin Marie Farrar) la cui prima stesura risale al 1922 (Maria Farrar, nata in aprile, senza segni particolari, minorenne, rachitica, orfana, a sentir lei incensurata) e potremmo continuare a lungo.
Questi testi di Brecht sono alternati a una serie di canzoni musicate da Kurt Weill o Hanns Eisler che Gorga interpreta con un equilibrio infinito.
Nessuna enfasi, nessuna ieraticità, come pretende certa tradizione, nostrana e non. La voce di Gorga è al servizio del testo e della musica. La sua forza di interprete viene esaltata da degli arrangiamenti per pianoforte e singolo strumento a fiato.
La scelta dei brani dimostra il grande amore e la grande conoscenza di Gorga per l’artista Brecht.
Si comincia con Alabama Song della quale Brecht firma anche la musica,
in collaborazione con Franz Servatius Bruinier. Una versione modificata del brano verrà impiegata da Weil per l’opera Ascesa e caduta della città di Mahagonny e verrà inciso dalla cantante austriaca Lotte Lenya e nel corso degli anni anche dai Doors e da David Bowie.
Una canzone sulla decadenza (denaro, alcool e sesso) ai quali Brecht contrappone il memento mori del celebre I tell you we must die).
La versione di Gorga lascia al testo la potenza del racconto senza alcuna enfasi aggiuntiva proponendone una versione inedita molto autorevole.
La Ballata della vivificante potenza del denaro tratta da L’opera da tre soldi viene restituita nella sua essenzialità sonora di canzone da cantare e non da recitare come vuole certa consuetudine teatrale, Gorga le restituisce dignità musicale con una interpretazione da manuale.
Lo stesso vale per la Canzone di una giovane puttana con musica di Hanns Eisler Gorga le restituisce dignità di brano musicale ripulendola dalle glosse interpretative che enfatizzano passaggi e espressività d’attrice a discapito della bellezza musicale del brano che Gorga restituisce con un atto d’amore per la musica e il teatro che accendono il cuore del pubblico.
Non ci fraintenda chi ci legge.
Maria Letizia Gorga è capacissima di recitare e interpretare testi scritti. Alcune poesie di Brecht vengono infatti recitate con l’ausilio dell’accompagnamento sonoro e lì Gorga si concede l’enfasi di una frase urlata, detta scandendo le sillabe, ma fa questo per una poesia non per una canzone che altrimenti non potrebbe dirsi tale.
Altro momento memorabile è l’interpretazione di 
Die Moritat von Mackie Messer sempre da L’opera da tre soldi, brano famosissimo che vanta un adattamento in inglese (Mack the Knife) che è diventato uno standard jazz, che Gorga per restituire nella sua importanza di canzone di Brecht canta in tedesco uno dei momenti più alti di uno spettacolo di altissimo livello.
L’elenco non è esaustivo ma dà l’idea della densità dello spettacolo i cui testi e le cui canzoni  costituiscono un tour de force per l’interprete che deve districarsi tra registri diversissimi dalle canzoni alle poesie declamate ai testi detti come a parlare fosse lo stesso Brecht.
Gorga di muove sulla scena con una eleganza e una autorevolezza che destano ammirazione e invidia. Senza mai strafare, senza mai ostentare, padrona del palcoscenico, mentre si dedica a un autore che dimostra di amare e di conoscere bene con un approccio intelligente ed efficace.
Avremmo forse gradito qualche delucidazione sui testi impiegati, qualche contestualizzazione delle poesie e delle canzoni, ma questo avrebbe richiesto un intervento in prima persona di Gorga autrice dello spettacolo mentre il suo grande rispetto per Brecht la fanno essere solamente una interprete.
Brecht L’amico ritrovato celebra un incontro artistico molto fortunato quello tra l’attrice e cantante Maria Letizia Gorga e Bertolt Brecht, l’interprete all’altezza dell’autore e l’autore all’altezza dell’interprete, tanto da permettere a Gorga di esprimere tutte le corde di un ricco registro vocale.

Uno spettacolo di pura emozione per chi c’era e ha avuto la fortuna di assistervi.

Brecht, l’amico ritrovato

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liberamente tratto da testi e canzoni di Bertolt Brecht

con Maria Letizia Gorga

Stefano De Meo pianoforte e arrangiamenti
Pasquale Laino fiati
regia Federica Altieri

Visto per voi al teatro di Villa Lazzaroni l’8 maggio 2026

(12 maggio 2026)

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