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Al via l’8ª edizione di NOpS Festival #Inscena a Roma, Teatro di Documenti, dal 13 dicembre

di Gaiaitalia.com

 

 

 

 

 

 

Martedì 13 alle ore 20,45 al Teatro di Documenti si apre l’ottava edizione del NOpS festival (Nuove Opportunità per la scena) dedicato alle realtà teatrali emergenti. L’intento è quello di promuovere le giovani compagnie, creando uno spazio di confronto finalizzato alla creazione di una rete tra gli operatori dello spettacolo.

In apertura, otre a presentare la nuova edizione, vedremo i tre studi che compongono la nuova produzione “Il viandante” della compagnia Sinespazio/Atacama. Per chiudere la serata e aprire ufficialmente il Festival ci sarà anche un piccolo rinfresco. Nei giorni successivi si alterneranno in scena 3 o 4 compagnie a serata, in concorso per aggiudicarsi i premi di Miglior Spettacolo, Miglior Attore e Miglior Testo. Le serate sono aperte al pubblico, che è sempre il benvenuto.

 

 

Il programma:

 

Martedì 13 dicembre, ore 20:45

 

IL VIANDANTE  – Compagnia Sinespazio/Atacama

regia e coreografie: Carmen De Sandi

con: Carmen De Sandi, Francesca Zavattaro, Manuela Cirfera, Vincenzo Zaccardi

Produzione Compagnia Atacama

 

Emblema di come “si va” nella propria vita, di come si vive la propria esistenza.

L’incontro tra diverse personalità diviene incontro e confronto tra le diverse fasi della vita, della stessa vita, in cui passato, presente e futuro dialogano e si raccontano.

Il viandante percorre un viaggio a ritroso nella propria vita con il suo “sacco” colmo di esperienze, di ricordi, di emozioni vissute o solo agognate, di occasioni colte oppure mancate. I suoi sogni da bambino, quelli che un giorno aveva abbandonato, prepotenti, gli ritornano davanti agli occhi per dirgli qualcosa di sconosciuto, dandogli nuova energia, anche nell’inverno della sua esistenza.

 

 

Mercoledì 14 dicembre, ore 20:45

 

ANCHE L’ATTORE VA IN PARADISO – Bologninicosta

regia e drammaturgia: Sofia Bolognini

assistente e Live Music Performer: Dario Costa

con: Andrea Zatti, Mauro De Maio, Giorgia Narcisi, Alessandra Cimino, Nicole Petruzza

 

Prima tappa di un movimento di artisti disobbedienti. Una vera e propria organizzazione terroristica che nasce dal basso per costruire una nuova Resistenza.  È una chiamata alle armi rivolta agli artisti in rivolta.  È una piattaforma di indagine sul tema del lavoro nel mondo dello spettacolo. Un dispositivo teatrale strutturato per immaginare corpi sociali e spazi di emigrazione spontanea. Uno spaccato di presente messo sotto sequestro.  Un piano d’attacco. Per costruire un esercito.

 

L’IMBROGLIETTO – Nogu Teatro

testo: Niccolò Matcovich

regia: Cristiano Vaccaro

con: Chiara Acaccia, Valerio Riondino

 

L’imbroglietto è un divertissement che, mettendo in scena l’archetipica coppia, in questo caso rappresentata da due tipi non ben definiti, riflette “alla leggera” sulla situazione critica che vive il teatro oggi in Italia, costringendo i personaggi alla “fame di storie” ma anche, e forse più, alla “fame di poltrone”, come qualcosa da mettere sotto i denti nell’illusione che possa essere cibo per l’anima ma anche e soprattutto per il corpo, necessità fisiologica di sopravvivere.

 

 

REIGEN  – Glàros Teatro

Testo e regia: Massimo Stinco

con: Riccardo Averaimo, Chiara De Concilio, Jessica Granato, Filippo Mantoni, Ugo Maurino, Simone Villani, Johnny Volpicelli.

 

Siamo in un’era di crash sessuale . L’identità sessuale è confusa. Il corpo si fa carne  e nutrimento per bestie (in)umane perverse e ingorde. L’uomo reagisce al Male ubriacandosi di incontri clandestini, occasionali, promiscui e (in)conscientemente a rischio. Internet è il Mezzo Supremo. Etero, bisex, gay, trans, sesso dipendenti, omofobi, preti lussuriosi, marchette si uniscono per un girotondo di sesso estremo in cui il Grande Assente è l’Amore. Se Arthur Schnitzler due secoli fa portava in scena alcune storie erotiche fra coppie eterosessuali appartenenti a varie gerarchie sociali , “Reigen ” ci mostra in maniera assai simile otto storie  del tutto prese dalla realtà di oggi i cui protagonisti sono trans, eterosessuali, bisessuali, gay . Sesso cercato segretamente  attraverso annunci erotici su internet, bondage, bareback, mercenario, compensatore di solitudini, di patologie mai risolte, di identità sessuali represse e rimosse.

 

 

PARIGI 3:30 – Nogu Teatro

testo: Samuele Boncompagni

regia: Ilaria Manocchio

con: Ilaria Manocchio, Aleksandros Memetaj, Valerio Riondino

 

Una sala d’aspetto di una stazione. Quadri, polaroid, frammenti di due incontri programmati che non accadranno e di uno casuale che accadrà. Lui, Lei, L’Altro. Speranze e sogni diversi che si incontrano e l’uomo ideale (Lui) che non arriverà mai: né per Lei per L’Altro.

Lui, un bel ragazzo, una bellezza che fa breccia sia sul mondo femminile che su quello maschile.

Lei, una ragazza acqua e sapone, sognante.

L’Altro, ragazzo dai tratti eleganti, è un travestito.

 

 

 

Giovedì 15 dicembre, ore 20:45

 

NADIA – Attoprimo Compagnia Teatrale

testo: Valerio Marini

regia: Mariagrazia Pompei

con: Deborah Di Giacomo

 

Una donna si vanta della sua superiorità di madre e viene duramente punita dalla moglie di un boss di quartiere. Secondo capitolo di una tetralogia ispirato ad alcuni miti femminili delle “Metamorfosi” di Ovidio, “Nadia” è liberamente tratto dalla tragedia di Niobe e dei suoi quattordici figli, fatti uccidere dalla dea Latona per vendicarsi di un oltraggio subito dalla donna: una storia in cui un eccessivo orgoglio materno, misto alla superbia, si rivela essere fatale.

 

CONTAMINATA  – Sinonimia Teatro Cultura Bellezza

drammaturgia: Francesca Gerli

regia: Fadia Bassmaji

con: Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, Livia Bonetti

 

Questo nuovo spettacolo nasce dal desiderio di mettere in scena una condizione a volte incontrollabile, con il potere di comandare tutta l’esistenza di un singolo individuo e, spesso, tutta una società: la dipendenza affettiva. Quattro donne sulla scena e attorno un piccolo mondo, finto e irraggiungibile, un ampliamento di certe riviste patinate che trattano di vintage: un paradiso femminile a  prima vista di tendenza, poi via via vistosamente in decadenza. Loro, quattro figurine anni 50 che rappresentano la stessa donna in quattro sfumature di un femminile in cerca di sè stesso, disperatamente arrabattato nel confronto, nell’emancipazione, nel sentirsi immune dal bisogno di piacere, attrarre, sedurre, accogliere, CURARE. AMARE.

 

TABACCO E SIGARETTE – Nogu Teatro

testo: Giulia Massimini

regia: Cristiano Vaccaro

con: Stefania Capece Iachini, Valerio Riondino

 

Lui e Lei, di ritorno da una festa. Qualcosa è avvenuto. Negli stretti confini di una stanza vuota, con la sola eccezione di due sedie, cercano di respirare e di dar respiro al loro rapporto. Ma non è semplice quando non ci sono finestre. Non è semplice quando alla bocca sosta continuamente una nuvola di fumo: Lui  le sue sigarette, Lei il suo tabacco, la banalità di due vizi inconciliabili. Il loro dialogo frenetico e ossessivo ci avvolge in una spirale, ci attenua la vista. Esso è nero in tutti i sensi. E’ nero perché è notte e perché il fumo si è ormai impadronito dell’atmosfera, è nero perché uno dei due nasconde un segreto. Eppure è anche rosso, come il vestito di Lei, come le scintille dell’accendino e il guizzo delle loro mani l’uno addosso all’altro.

 

Venerdì 16 dicembre, ore 20:45

 

COUNTDOWN – Polis Papin

scenografo: Domenico Latronico

con: Cinzia Antifona, Valentina  Greco, Francesca  Pica

 

Un lavoro in cui i linguaggi della pittura e della recitazione sono costantemente in dialogo,  coabitano, si intrecciano, dando vita ad una messa in scena di grande impatto col pubblico. Il potere evocativo delle immagini proiettate e i corpi e le voci delle  tre attrici che vi interagiscono  dal vivo, divengono una esperienza totalizzante e poetica che cattura lo spettatore fino a portarlo ad interrogarsi sul controverso rapporto fra l’uomo e il pianeta in cui abita e agisce. Countdown è un viaggio. Un’inedita visione del globo attraverso i quattro elementi naturali. È un’allucinazione   sull’uomo e la sua inadeguatezza, sull’ambiguità del suo rapporto con la natura. Un’evocazione, un’invocazione, la descrizione di una meraviglia e della condanna a una convivenza. Cosa accadrà alla fine del Countdown?

 

 

FEET STORYBOARD – Mensieur David

Di e con: David Rausa

 

La vita è azione ed è proprio per questo che il protagonista non si ferma mai ,ascolta, sente, intuisce la strada di un’altra dimensione ancora, in cui i requisiti per entrarci sono quelli di un audace guerriero che si affida, ancora una volta, al suo istinto , sa di non essere solo nella creazione ed ecco quindi, ancora una volta, l’opportunità  di manifestarsi ,non mettendo la mente ma diventando egli stesso estensione della fonte.

 

  1. BUTTERFLIES – Nogu Teatro

Drammaturgia: Damiana Guerra

Regia: Ilaria Manocchio

Con: Aleksandros Memetaj, Agnese Lorenzini, Cristiano Vaccaro.

 

Un palco vuoto. Un uomo, un ragazzo ed una ragazza si interrogano su (e con) la malattia, scontrandosi con ciò che il comune pensare crede e vede del corpo e della vita di un uomo, contro ciò che si crede di una farfalla e del sole. In uno sconnesso conto alla rovescia, attraverso l’ovvia consapevolezza che tutto è destinato a finire e che ogni cosa si “sbriciola come terracotta al sole”, i protagonisti si muovono in un “non-luogo” alla ricerca di un altro significato e di altro un scopo, tentando di creare un proprio lascito che, in un certo senso, donerà loro l’immortalità.

 

 

Sabato 17 dicembre, ore 20:45

 

INUMANIMAL – Mastrototaro-Lasorsa

Con: Teodora Mastrototaro, Savino Lasorsa.

 

Inumanimal è uno spettacolo che affronta il tema dello sfruttamento degli animali da parte dell’uomo.

È sui loro corpi, ultimi degli ultimi, che si costruiscono le fondamenta della piramide del potere e comincia la produzione economica della schiavitù, dello stupro e della morte.

Durante un viaggio in treno l’incontro tra due esseri si trasforma in un incubo quando uno dei due sottopone l’altro ad una serie di quiz: Dove vanno posizionati gli elettrodi per lo stordimento nei bovini? Qual è la velocità minima del proiettile captivo per un efficace stordimento di un bovino adulto? Nel suino il dissanguamento come deve essere effettuato? Dopo lo stordimento di tipo elettrico il coniglio deve essere dissanguato entro…? Un fucile da caccia calibro 12 può essere un metodo per la soppressione del suino?

 

FRAMMENTI – Vocinterne

Drammmaturgia e regia: Giulia Cacciamani.

Con: Christina Fusco, Francesco Meloni.

 

“Frammenti” rappresenta la realtà frammentaria di ogni individuo e contemporaneamente

l’incomunicabilità che si sta diffondendo nella società moderna.

Due lunghi monologhi che ruotano intorno ad un evento, il matrimonio,  che oggi è diventato una moda e raramente riesce ancora ad unire. Nello spettacolo i due personaggi con le

loro identità frammentate rappresentano qualsiasi uomo e qualsiasi donna, di qualsiasi ceto

sociale, di qualsiasi età che si trovano “costretti” a portare avanti una scelta fatta anni prima. Due

identità che fanno i conti con quello che devono fare e quello che vogliono fare. Per ogni

personaggio vi è un oggetto fondamentale: per lui una borsa di cuoio, per lei una cesta di vimini.

All’interno di questi due oggetti, c’è il passato ed il futuro che i due personaggi hanno paura di

Affrontare.

 

 

PRENDITI IL MIO POSTO – Nogu Teatro

Drammmaturgia: Giovanni Martucci.

Regia: Ilaria Manocchio.

Con: Giulio Claudio De Biasio, Valerio Riondino, Giorgia Calcari, Ilaria Manocchio, Cristiano Vaccaro, Daniele Trovato.

 

I redattori di una testata giornalistica sono rinchiusi in redazione obbligati a trovare un modo per risollevare le vendite del giornale ed evitare così la sua chiusura prospettata dall’editore.

Riusciranno, insieme, a trovare una soluzione?

 

 

Domenica 18 dicembre, ore 16.30

 

NON À LA GUERRE – Produzioni Gaiaitalia.com

Regia: Ennio Trinelli

Con: Alina Eremia, Charlotte Dammico, Tilla Fries, Noemi Gennarucci, Chiara Sforna, Simone Mecarelli, Alexandru Rotaru, Michele Trombettoni

 

La Harb – Non á la Guerre rappresenta un attacco in tempo di pace a una “comunitá X” i cui abitanti si trasformano da cittadini in profughi, da profughi in soldati, da soldati in vittime, quindi in carnefici e di nuovo in vittime;  un grido di pace in un mondo perennemente vittima di conflitti che manifesta la sua opposizione ad ogni tipo di conflitto. Lo spettacolo ripercorre idealmente i tre attentati di New York, Madrid e Londra, ma solo per suggerire un filo conduttore allo spettatore, poi lo svolgimento si stacca completamente per immergere il pubblico in una situazione ad alto coinvolgimento emozionale e visivo attraverso l’azione  guidata da suggestioni musicali a sottolineare i momenti di tensione e la drammaturgia, in una coreografia che gli attori-soldati rappresentano con grande capacità di emozionare attraverso il vissuto dell’attacco che subiscono.

 

INFERNI CONIUGALI – Cristiano Vaccaro

Regia: Cristiano Vaccaro

Con: Antonietta D’angelo, Giulio De Biasio

 

Dal 1600 circa, per mano di Shakespeare, Macbeth e Lady Macbeth replicano in scena il macabro rituale della loro fine. Ogni sera, in qualche teatro del mondo, Lady Macbeth scivola nella follia. Ogni sera, da qualche parte, Macbeth viene decapitato da Macduff. I loro personali drammi sembra dovranno ripetersi all’infinito. Non sono stanchi di ricominciare ad ogni rappresentazione il mostruoso calvario? Cosa pensano, cosa si dicono, i poveri coniugi Macbeth, ogni volta prima di entrare in scena, poco prima d’impazzire o di essere de-collati? Quattro secoli di fatali, implacabili repliche farebbero saltare i nervi a chiunque, credo. Proviamo ad immaginare: lei che si rifà il trucco e si lima le unghie sporche di sangue, lui che ogni giorno cerca di scansare il fantasma di Banquo, il quale, naturalmente, condivide con loro l’alloggio. Due poveri disperati che non fanno che rinfacciarsi i reciproci fallimenti, due comunissimi coniugi che macerano da sempre nel rancore. Dolci, malinconici, rabbiosi e stanchi, non vedono l’ora che l’umanità si spenga per essere così liberati dal giogo della scena. In fin dei conti, per quanto Crudeli possano essere stati o saranno, finiscono per mostrarci le loro semplici fragilità, le loro modeste aspettative: riposare, finalmente. Sognare, forse.

 

 

 

(8 dicembre 2016)

 

 

 

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