È poi la volta di Margine Operativo, che dopo Kassandra_Over visto la scorsa settimana, ci regala una nuova coreografia, stavolta in collaborazione con Twain di Loredana Parrella, una realtà, quest’ultima, che si è imposta anche nelle passate edizioni di Attraversamenti Multipli.
Sweet Dreams di Pako Graziani, presenta una partitura sonora che cuce insieme il Burroughs di The Spare Ass Annie And Other Tales con la forza performativa di Laurie Anderson in Home of the Brave passando per gli Eurythmics del titolo.
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Sull’erba, davanti agli archi dell’acquedotto romano, due presenze — una maschile e una femminile — si muovono prima solitarie, quasi inconsapevoli l’uno dell’altra, esplorando lo spazio con movimenti che ne caratterizzano due attitudini diverse. Più energica e veloce lei, più sul posto e guardingo lui.
Quando avverte la sua presenza, mentre lei interagisce con l’ambiente con una grammatica coreutica veloce e performante, lui la osserva, si muove dinoccolato, calmo, con un’urgenza meno imminente ma altrettanto coreografica che lo induce al movimento. Nel mentre la voce secca e ossessiva di Burroughs si innerva tanto nella partitura sonora quanto nello spazio in cui si muovono Anne-Gaelle Stephant e Yoris Petrillo.
La presentazione della coreografia evoca la figura di Burroughs come una “mina vagante”, un’icona queer e un teorico della distruzione del linguaggio, capace di restituire le scorie della modernità e i fantasmi della dipendenza. Questa stratificazione biografica e teorica non rimane confinata nella suggestione letteraria o nella playlist manipolata e risemantizzata, ma si traduce in una precisa concezione della danza.
Graziani ripulisce la coreografia da ogni orpello di maniera, la spoglia di quel decoro estetizzante o accademico che spesso appesantisce la ricerca contemporanea, per riconsegnarla alla sua pura essenzialità coreutica.
Qui, tuttavia, essenziale non significa minimalismo formale; al contrario, si riferisce a un movimento necessario, che non è mai messo in atto per una consuetudine di maniera ma per una necessità coreutica inemendabile.
Graziani imbastisce una coreografia che si presenta al contempo come un dialogo tra danzatore e danzatrice, tra movimenti reciproci che costituiscono una continua risposta al gesto altrui e dei monologhi coreografici, capaci di giocare su una differenza feconda. All’inizio, lei impone una velocità dirompente, che richiede un controllo millimetrico dello spazio e del corpo; lui risponde stando fermo, misurando il tempo nell’atto quotidiano e profano di mangiare una banana. Questo contrasto non è un orpello ironico, ma il grado zero da cui si innesca la dinamica dei due corpi.
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Quando il movimento maschile esce dall’indolenza e raggiunge la velocità di lei, il meccanismo coreutico si stringe. Non assistiamo alla retorica della coppia che si annulla nell’unione, ma a una complessa gestione del tempo: i due vanno spesso insieme, condividono lo stesso identico istante, eppure rimangono radicalmente distinti nella propria traiettoria. È una a/sincronia strutturale che mima la tecnica del cut-up e la frammentazione del linguaggio di Burroughs.
La coreografia si muove così nel territorio del rito urbano. I due interpreti non ostentano mai la pura potenza ginnica, ma trasformano lo sforzo in un movimento fluido e metropolitano. Una decostruzione formale che, rifiutando ogni decoro o nostalgia, restituisce al corpo la sua forza originaria e comunicativa.
Sweet Dreams è una coreografia di grande eleganza, concepita con un idea immediatamente riconoscibile di cosa sia la danza magistralmente interpretata da Stéphant e da Petrillo.
Margine Operativo e Twain si confermano due realtà estremamente interessanti e con questo lavoro ribadiscono la propria importanza all’interno del panorama della danza contemporanea.
Sweet Dreams
regia > Pako Graziani
performer > Yoris Petrillo e Anne-Gaelle Stephant
playlist > William S. Burroughs
sound designer > Dario Salvagnini
produzione > Margine Operativo
coproduzione > Twain centro produzione danza
Visto per voi al parco di Torre del Fiscale di Roma nell’ambito del Festival Attraversamenti Multipli il 14 giugno 2026
(21 giugno 2026)
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