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Le Sorelle Marinetti a Bologna #Vistipervoi la leggerezza della perfezione

di E.T. #vistipervoi twitter@gaiaitaliacomlo #sorellemarinetti

 

 

Lo abbiamo già scritto in un’altra occasione e non abbiamo cambiato idea: le Sorelle Marinetti regalano all’orecchio il piacere della perfezione. Anche il 7 marzo scorso, all’interno della stagione “Antifascista” (applause! applause! applause!) di Teatri di Vita, dopo essere stati accolti dal gentilissimo ufficio stampa del teatro, all’interno del bello spazio voluto da Stefano Casi ed Andrea Adriatico, abbiamo potuto godere della magnifica performance vocale delle tre Sorelle Marinetti, regalata tra gag, racconti e cultura italiana – quella che i fascistini da social dell’ultima ora pretendono non essere mai esistita ed ignorano a loro beneficio – e ci hanno deliziato con i perfetti loro impasti vocali, le loro grandi capacità musicali, l’assoluta padronanza dei mezzi vocali, la tecnica, la bravura. La perfezione. E la leggerezza nel proporla.

Non va dimenticato che sono tre uomini a cantare al femminile, chi conosce qualcosa di tecnica vocale, sa quanto sforzo, dedizione e fatica la perfezione costi.

Un tuffo negli anni ’30  e fino al ’43: protagonista è lo swing – odiato dal regime e dai suoi ridicoli gerarchi, gretti e ignoranti – che la culturetta fascistella impone di rielaborare attraverso canzoni che hanno protagonista animali: mici, topini e pinguini, e qualche orso, sono i protagonisti della canzonetta all’italiana che dice ciò che non può dire parlando di animali altri, non quelli che governavano l’Italia, o magari anche sì. “Topolini, mici e pinguini innamorati” è infatti il titolo dello spettacolo che le Sorelle Marinetti – Turbina, Scintilla e Elica – hanno regalato tra canzoni del tempo, omaggi al Trio Lescano, la storia delle tre sorelle olandesi di madre ebrea perseguitate dai Nazisti grazie alle leggi razziali di Mussolini, l’intelligente testo di Giorgio U. Bozzo e la direzione musicale di Christian Schmitz che dirige con mano fermissima il talento dei tre cantanti Nicola Olivieri, Matteo Minerva e Marco Lugli, female impersonators, del trio en travestì.

Non rimane molto altro da dire se non che dopo avere ascoltato e assistito ad un concerto-spettacolo delle Sorelle Marinetti ne vorremmo sempre un altro subito dopo. Anche l’amica che era con me è d’accordo. Ed il pubblico che ha tributato un lungo applauso al trio, a Cristian Schmitz ed all’autore Giorgio U. Bozzo è certamente d’accordo con noi.

Cercate le Sorelle Marinetti nei programmi dei teatri d’Italia e non perdetele. Il teatro ha bisogno di qualità e non di guitti incolti. Loro, le tre sorelle en travestì vanno proprio nella giusta direzione. Alla faccia del fascismo culturale.





 

(8 marzo 2018)

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