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Padova, Teatro Verdi #Inscena “La prova” di Pascal Rambert. Dal 9 al 13 marzo

La Prova 00 - Padovadi Gaiaitalia.com

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 9 marzo alle ore 20.45 la Stagione di Prosa 2015-2016 del Teatro Verdi di Padova prosegue con La prova di Pascal Rambert, versione italiana del fortunatissimo spettacolo francese Répétition che, sempre sotto la guida di Rambert, ha debuttato con grande successo alla fine del 2014 al Festival d’Automne di Parigi e ha visto in scena Emmanuelle Béart. Il testo, una minuziosa analisi delle dinamiche che definiscono le relazioni umane nel XXI secolo, è un perfetto esempio di “teatro d’autore” di respiro europeo che trova in Anna Della Rosa, Luca Lazzareschi e Laura Marinoni (tutti premi UBU) assieme a Giovanni Franzoni, gli interpreti ideali. La prova, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione resterà in scena fino al 13 marzo.

 

Giovedì 10 marzo alle ore 17.00 in Teatro, la compagnia incontrerà il pubblico.

 

Pascal Rambert, direttore artistico del teatro parigino T2G, è regista capace di creare momenti teatrali di rara intensità. In questo spettacolo, si focalizza sulla scrittura e sull’atto creativo. Al centro, l’essere umano, l’artista, confusi, messi a nudo: in una sala prove, Laura (attrice), Anna (attrice), Luca (scrittore) e Giovanni (regista) assistono all’implosione della loro unione artistica. La struttura, dietro al suo apparente ribollire, è molto semplice. Si assiste a un breve momento di una prova nel corso della quale Anna coglie nello sguardo di Luca che tra lui e Laura sta accadendo qualcosa.

 

“A partire da qui – spiega Rambert – ho cercato di mostrare come, all’interno di uno sguardo, potessi costruire un mondo, un mondo che poi ho voluto far implodere. La realtà viene osservata su piani diversi. Ho spesso l’impressione che ciò che chiamiamo verità non risieda necessariamente in ciò che chiamiamo realtà ma molto più di frequente nelle finzioni. E ho visto più verità in alcuni momenti di teatro, danza e letteratura che nella vita stessa. Ho cercato di mostrare questo passaggio costante che caratterizza il mestiere dell’artista tra ciò che attingiamo dalla vita, la sua trasformazione in materia immaginaria e questo flusso continuo che è l’oggetto del nostro parlare. Per me la vita e la finzione sono sempre legate l’una all’altra. Non si interrompono mai. Questo flusso ininterrotto è uno dei possibili argomenti dello spettacolo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(4 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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