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Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo

A teatro un testo inedito della scrittrice Fabrizia Ramondino. Il titolo lungo Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo evoca una contorsione del pensiero e della mente intorno a ricordi evocati dal protagonista nel pieno di un conflitto interiore. Lo spettacolo è in scena al Teatro Vascello di Roma per la regia di Mario Martone. Il compositore è Lino Musella; l’uomo in canottiera e pantaloncini, sul letto che spunta dal sipario chiuso, si abbandona ad affetti e rancori, ricostruisce i momenti salienti della sua esistenza, mentre il sipario si apre e all’interno di un appartamento borghese si muovono presenze evocate dal monologo interiore del compositore.

Le presenze prendono le forme di strumenti musicali ad arco: la madre è rappresentata da un violino instabile, la moglie da una viola quasi anaffettiva, la figlia da un violoncello mobile, l’amico è un contrabbasso. Insieme a Musella calcano la scena Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca.

Un testo molto complesso, una scrittura che scava fino alle viscere, parole difficili da comprimere nel tempo di un monologo. Fabrizia Ramondino si avvicina al teatro dopo aver collaborato con Martone alla sceneggiatura di Morte di un matematico napoletano e aver sperimentato la messa in scena di Terremoto con madre e figlia, sempre con lo stesso regista nel 1993. Quella di Ramondino è una scrittura in versi, pensieri seminati dal compositore nel chiuso di una stanza, che inciampano nei corpi amati e odiati della sua fantasia. Secondo Mario Martone, l’amore della scrittrice per il teatro nasce perché lei “vedeva come quella forma drammaturgica poteva corrispondere al suo bisogno di espressione autobiografica diretta, radicale, anche violenta nel caso, e al tempo stesso consentire l’elaborazione di una lingua immaginifica, colta e complessa, così come le si addiceva”.

La regia lavora per sottrazione, come la scrittura della Ramondino. Pause nel monologo interiore del protagonista sono costruite con cambi di scena che, alla riapertura del sipario mostrano l’ambiente sempre più scarno, anche per la presenza di un losco figuro che a mano a mano pignora quadri, mobili, l’intero arredo dell’appartamento, via via svuotato della sua essenza, delle presenze evocate dal compositore e della sua stessa vitalità. L’effetto di questi passaggi ha influito sul ritmo dello spettacolo. Spezzando inevitabilmente il flusso di coscienza con interruzioni prolungate (anche il tempo completo di un brano musicale) e talvolta non giustificate dal testo, la ripresa delle parole sembrava arrancare in un contesto slegato, dissolvendosi nella cassa acustica e mentale della stanza in cui si svolge l’azione.

In ogni caso, Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo riporta a teatro il lavoro di Fabrizia Ramondino, un ritorno che riapre il discorso sulla sua posizione nella letteratura italiana del secondo Novecento e sull’assenza, ancora oggi, di un’edizione organica della sua opera.

STANZA CON COMPOSITORE, DONNE, STRUMENTI MUSICALI, RAGAZZO

testo inedito di Fabrizia Ramondino

regia e scene Mario Martone

con la collaborazione di Ippolita di Majo

con Lino Musella, Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca

costumi Ortensia De Francesco

luci Cesare Accetta

con i contributi di Ernesto Tatafiore (strumenti musicali), Pasquale Scialò (sinfonia degli attacchi), Anna Redi (tango)

i diritti dell’opera sono concessi da Zachar International, Milano

si ringrazia per la collaborazione Pietro Tatafiore

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

Visto per voi al Teatro Vascello di Roma il 14 aprile 2026.

 

 

 

(15 aprile 2026)

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