“Home + Samsara”: Fuori Programma 2024 approda al Teatro India

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di Alessandro Paesano

Fuori Programma, Festival diretto da Valentina Marini e prodotto da E.D.A., è il principale Festival estivo di danza nell’Estate Romana sostenuto dal Mic e da Roma Capitale.
Nato nel 2016 ha ricevuto sin dagli esordi un grande consenso sia da parte del pubblico sia nella programmazione, trovando un equilibrio tra nomi conosciuti e nomi emergenti caratterizzandosi  per le sue location con le quali risolve l’annoso gap culturale tra periferia e centro di Roma.

Dopo una prima parte del programma incentrata nel quartiere Alessandrino (Parco Tor Tre teste, Teatro Biblioteca Quarticciolo) il festival si è spostato al teatro India, seconda sede della fondazione Teatro di Roma (la prima è il teatro Argentina) gioiello di archeologia industriale, che abita i resti degli stabilimenti Miralanza  adeguatamente ristrutturati senza stravolgerne la natura originaria. 

Il primo lavoro presentato all’India, il 2 luglio, è stato Home dello statunitense Graham Feeny, restituzione della residenza al Teatro Quarticciolo al 26 al 30 giugno.

Home è una coreografia che richiede ai due interpreti, Amari Frazier e Lounes Landri, un impegno fisico costante e sempre più coinvolgente. La coreografia comincia con dei timidi movimenti del corpo, dislocazioni diverse dei due danzatori nell’impiantito dell’arena a cielo aperto dove ha luogo la coreografia. 

I due danzatori reagiscono fisicamente alla presenza l’uno dell’altro e si assestano subito in una linea di movimenti condivisa. Prima sul posto ben presto iniziando a camminare circolarmente sull’impiantito quadrato di diversi metri per lato. In questo muoversi insieme eseguono gli stessi movimenti delle braccia e del capo, con un sincrono che richiede  un notevole sforzo di memoria per eseguire tutti quei gesti insieme. Uno sforzo che però non traspare nell’esecuzione che rimane spontanea e naturale.

Ben presto questa continua esecuzione in sincrono si intreccia con una compenetrazione dei movimenti come se i due danzatori si sostenessero l’un l’altro, emotivamente prima che ancora fisicamente. Uno dei due si arrampica sull’altro che lo sostiene e lo coadiuva e se lo porta indosso in una temporanea fusione dei corpi, una sola presenza in un qui e ora offerto agli occhi del pubblico con grande generosità.

La coreografia richiede una  grande disciplina fisica che non si basa sull’esibizione della forza, della bravura o dell’expertise tecnico, ma su una sincerità del movimento  spontaneo, mosso da una grazia tenera e in qualche modo esemplare che dona al lavoro una eleganza straordinaria.

Poi finita la coreografia i due interpreti dopo avere preso i meritatissimi applausi scendono dall’impiantito, si rimettono le scarpe che si erano tolte prima di salire sul palco,  quando erano rimasti  entrambi con i calzini ai piedi, e  se ne vanno così come sono arrivati. 

L’Home del titolo (casa)  fa riferimento al proprio corpo danzante e alla facilità (per dei danzatori bravi come  Frazier e  Landri) con il quale lo si abita, lo si agisce, lo si fa muovere con una grazia che è sostenuta da una disponibilità al muoversi, al comporre e seguire i passi di una coreografia che sembra costruirsi da sé senza alcuna costruzione artificiosa o imposta.

Home  che conferma la fama di Fuori Programma di Festival d’eccellenza. Un’eccellenza pura, priva di svrasrtrutture o di logice del mercato dell’offerta culturale.
Questa è arte da vivere, di cui fare esperienza, non da consumare. 

 

Home
coreografo: Graham Feeny
con: Amari Frazier, Lounes Landri
Visto per voi il 2 luglio 2024 al teatro India di Roma

* * *

 

Senza quasi soluzione di continuità è stata poi la volta di un altro duo, quello gli spagnoli Chey Jurado & Javito Mario che hanno presentato Samsara. Dopo un inizio nel quale i due danzatori seduti a terra sembrano interagire con i pezzi di un immaginario gioco da tavolo questa interazione prende ben presto la forma di un movimento che coniuga la danza con la restituzione atletica della breakdance.

Il  continuo scambio tra i due danzatori sul reciproco movimento e sulla reazione al movimento altrui si basa sull’osservazione, dell’atro danzatore ma anche del pubblico che assiste alla coreografia  secondo un flusso energetico che ingloba la percezione di chi guarda nell’orizzonte di chi esegue,  sovrapponendo le sfere di percezione di chi la danza la fa e di chi la guarda, sgretolando così la quarta parete. 

I gesti dei due perfomer la loro composizione coreutica che imbastisce sempre un dialogo di stimolo e risposta si fa segno di un interscambio continuo tra sentimenti e loro esteriorizzazione con una grammatica coreutica che si esprime con una  dialettica profonda e molto proficua. Un’esecuzione impeccabile che richiede molto rigore e la disponibilità a osservare e farsi osservare.

Il titolo  della coreografia si rifà al sanscrito Scorrere insieme, come i due danzatori, certamente ma con un occhio di riguardo anche al pubblico che non è mai investito della funzione di una visione passiva ma è coinvolto in una necessaria presenza osservante.

 

Samsara
di e con: Chey Jurado e Javier M Salcedo

Light design: Fernando Careaga
Manager: Patty Hinchado
Musiche: Mud – Nicolas Jaar; Spectacle of Ritual – Kali Malone

 

Visto per voi il 2 luglio 2024 al teatro India di Roma.

 

 

(7 luglio 2024)

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