Scenario festival 2023. I vincitori e i segnalati del Premio Scenario e del Premio Scenario Periferie

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foto: Malì Erotico

Nell’ambito della sesta edizione di Scenario Festival, lunedì 4 settembre presso il DAMSLab/Auditorium (con diretta Facebook), la Giuria del Premio Scenario, presieduta da Daniele Villa (co-regista e drammaturgo di Sotterraneo, segnalazione speciale Premio Scenario 2005) e composta da Giulia Guerra (direttrice di La Corte Ospitale di Rubiera), Fabiana Iacozzilli (regista e autrice, finalista Premio Scenario 2009), e dai soci dell’Associazione Scenario Cristina Valenti (presidente e direttrice artistica Associazione Scenario ETS, docente di Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna), Jacopo Maj (vicepresidente di Associazione Scenario ETS, vicedirettore di Teatro Gioco Vita), ha decretato i vincitori e i segnalati della Generazione Scenario 2023.

Progetto vincitore del Premio Scenario 2023 è anonimasequestri” di Leonardo Tomasi (Sinnai, Cagliari) con la seguente motivazione: «L’identità come groviglio, corpo-a-corpo delle persone con vocabolari, geografie, immaginari, personaggi iconici, tic lessicali e chilometri e chilometri di mare, terra e luoghi comuni. Per dipanare e ritessere compulsivamente questo groviglio, anonimasequestri evita di battere le strade del folklore e della reminiscenza, intersecando invece diversi piani di realtà, livelli di presentazione e rappresentazione, meccanismi metateatrali che portano a continui slittamenti – il tutto mettendo in campo una relazione col pubblico che è qui e ora, frontale, diretta, ma anche narrata, evocata, popolata di personaggi improbabili e delimitata da sollecitazioni video in continuo rimbalzo fra presa diretta e archivio.  II gruppo di lavoro, costruito attorno a Leonardo Tomasi e alla dramaturg Sonia Soro, ci propone un percorso di scrittura scenica stratificato eppure comunicativo, una grammatica teatrale articolata eppure immediata e accessibile, una ricerca teatrale personale che ci spiazza senza per questo respingerci. Il gioco è serio e feroce, i componenti del gruppo dosano leggerezza e profondità, usano l’ironia non come scorciatoia verso la platea o come posizionamento cinico e consolatorio, ma piuttosto come mezzo di distacco analitico, come innesco di una risata cognitiva, quella che ride domandandosi cosa c’è da ridere: osservandoli non abbiamo modo di capire se per loro la sardità è appartenenza, trauma, orgoglio, vergogna, nevrosi o tutte queste cose e molte altre insieme.  E così l’insularità, il senso di separazione e isolamento, la condizione di chi si sente inascoltato e distanziato, si fanno universali, lo stereotipo si rovescia in un ordigno da far esplodere da dentro, proprio come esplode una risata o un urlo o uno sparo, e il comico si rivela per quello che dovrebbe essere: un tragico raffreddato».

Progetto vincitore del Premio Scenario Periferie 2023 èLuisa” di Valentina Dal Mas (Valdagno, Vi) con la seguente motivazione: «Un corpo fragile attraversato da una danza che diventa grammatica del gesto in dialogo con lo spazio. La trascrizione coreografica intreccia segni, parole e suoni dando vita a una danza che è spazio emotivo: Valentina Dal Mas dimostra una straordinaria capacità di tradurre l’emozione in movimenti puntuali, restituendo una precisa coreografia evocativa e ricreando un rapporto con lo spazio che viene anche animato da una partitura sonora corporea. Sonorità dirompenti sottolineano l’esplosione del movimento, in un oscillare poetico tra intimità e pulsione vitale. Una drammaturgia sensoriale complessa, alimentata da incontri nati in contesti di cura trascritti in forma poetica, diviene l’intreccio di un tessuto emotivo che scuote gli sguardi, accarezzando l’aria. Una dolce e commovente rappresentazione della fragilità e della solitudine, di cui Luisa e Valentina si fanno preziose custodi».

Le Segnalazioni speciali del Premio Scenario 2023 vanno ai progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

“La costanza della mia vita” di Pietro Giannini (Genova) con la seguente motivazione: «Il linguaggio della favola, per intraprendere strade visionarie e tradurre in metafore accettabili una autonarrazione altrimenti insostenibile. Solo in scena, Pietro Giannini assume il punto di vista di un bambino di 9 anni per scavare le radici autobiografiche di una storia che riemerge con lo stupore di un racconto immediato, che spiazza e devia, confonde e trasfigura, nega e dissolve, affollando la scena di visioni evocate dalla sola parola, fino a svelare la verità di una frattura che precipita dall’universo fantastico per farsi squarcio di realtà. La costanza della mia vita è uno spazio vuoto, abitato da una presenza scenica che si impone di per sé, senza orpelli né ausili scenografici, con il coraggio di una immersione nel profondo alla quale il teatro fornisce forse l’unica via possibile, consegnandola agli spettatori in una dimensione di sospensione temporale che si infrange d’un tratto nel ritmo implacabile di un timer a scandire il crescere di una tensione alla fine condivisa. È così che l’esperienza del lutto diventa capacità di racconto».

“Tre voci” di Tilia Auser (Lucca) con la seguente motivazione: «Tilia Auser crea un dispositivo scenico in bilico tra la performance e l’installazione coniugando con coraggio una ricerca originale tra poesia, musica e teatro. Partendo da una forte relazione con il radiodramma di Sylvia Plath e con il tema della maternità presente nel testo, Sara Bertolucci e Riccardo Scuccimarra lo riscrivono e lo reinventano scenicamente, mettendo al centro della propria ricerca la parola poetica che, attraverso il corpo della performer, diviene parola cantata e, ancora di più, si fa parola incarnata. In questo dialogo costante tra performance teatrale e musicale, l’uso della chitarra diviene riverbero poetico e si fa vero e proprio contrappunto drammaturgico. Con una costruzione rigorosa dello spazio scenico, con un uso sapiente di pochi elementi, questo atto estremo di trasposizione poetica non contempla la rappresentazione dei tre personaggi ma porta in scena un unico corpo, quello di Sara Bertolucci, che incarna e canta con sensibilità e potenza tre voci di donna.  Tre voci che, riscritte per la scena, confluiscono in un’unica voce che diviene veicolo di esplorazione personale e profonda del delicato tema del materno, delle paure e delle fragilità che l’autrice americana del secolo scorso declinò nel suo poema Tre donne».

La Giuria ha assegnato due premi di 8.000 euro ai vincitori del Premio Scenario e del Premio Scenario Periferie e due segnalazioni speciali di 1.000 euro ciascuna. I quattro progetti vincitori e segnalati andranno a costituire la Generazione Scenario 2023.

I quattro spettacoli compiuti della Generazione Scenario 2023, debutteranno a livello nazionale a Milano, il 9 e 10 gennaio 2024, presso il Teatro Verdi e il Teatro Munari, nell’ambito di un’iniziativa promossa dall’Associazione Scenario in collaborazione con il Teatro del Buratto.

In virtù della convenzione siglata tra Associazione Scenario ETS e Fondazione Teatro Metastasio, la Fondazione Teatro Metastasio sosterrà l’iter produttivo dello spettacolo “anonimasequestri”, vincitore del Premio Scenario, che programmerà in forma compiuta nella propria sede, dal 27 febbraio al 3 marzo 2024.

 

 

(6 settembre 2023)

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