“Djangology”. Tatiana Eva-Marie e The Avalon Jazz Band

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di Alessandro Paesano

Tatiana Eva-Marie è una cantante di origini svizzera con un trascorso parigino (immancabile) che vive in pianta stabile a Brooklyn, New York. Arrivata finalista a un reality show musicale francese nel 2014 Tatiana ha autoprodotte diversi dischi, da sola e insieme alla Avalon jazz Band (dietro il cui nome l’organico cambia nel corso degli anni e dei dischi).
Per ascendenze familiari (è figlia del compositore cinematografico Louis Crelier e dalla violinista classica Anca Maria) e gusto personale Tatiana ama il cosiddetto Jazz Francese, quello gipsy di Django Reinhardt  e Stephan Grappelli, ma anche di Cole Porter e Sidney Bechet (più tutta la musica francese, da Trenet a Piaf).

Un universo musicale nel quale Tatiana è entrata imponendosi per gli arrangiamenti con cui affronta alcuni standard del jazz statunitense,  e per i suoi testi che ha scritto per diversi brani strumentali di Reinhardt.

A Roma si è presentata accompagnata da Dennis Pol alla chitarra, Wallace Steltzer al basso e Gabe Terracciano al violino. A causa del maltempo il concerto si è tenuto al chiuso, nella magnifica sala Paolina, con affreschi e trompe-l’oeil. Tatiana è stata introdotta scherzosamente da Dennis Pol, in italiano (Tatiana non c’è stasera canto io), e, raggiunto il palco, si è rivolta  al pubblico ora in inglese ora in francese, dando il via a un concerto elegante e inaspettato. 

Il gusto musicale di Eva-Marie è tutto da scoprire, a cominciare dalla passione per lo low tempo col quale affronta anche brani tradizionalmente più ritmati (Caravane)  mettendo la sua firma a una serie di standard altrimenti molto noti e facilmente catalogabili nel vintage, che va tanto di moda in questi anni, ma Eva-Marie è una musicista e il suo approccio alla musica  ha sempre un motivo interno,  musicale, personale se volete, ma sempre artistico mai strategico.

Eva-Marie è molto affiatata col gruppo che la sostiene, che controlla e dirige, ora dando il ritmo (prima di iniziare un brano) ora  dando spazio agli assolo degli strumentisti.
Gabe Terracciano è un virtuoso del violino, che si cimenta in dei finali barocchi elaborati e lunghissimi (mai fuori luogo),  Dennis Pol fa sembrare la chitarra uno strumento facile per come la suona e per il sound che produce, naturalmente non è così e il  sound dello strumento  è tutto nella sua bravura di esecutore. Wallace Steltzer è straordinario, anche se il basso è uno strumento che fatica a prevalere (ma la sua mancanza si sente) e bisogna fare più attenzione per apprezzarne il tocco, l’esecuzione e la pulizia del suono.
Tatiana Eva-Marie è una cantante libera da ogni esigenza dimostrativa, soprattutto in un ambito come il jazz dove il virtuosismo e l’esecuzione di forza sembrano d’obbligo. Invece modula la voce   a seconda dell’intenzione del testo (spesso suo) e dell’interpretazione, accennando lunghi sussurrati a mezza voce, sacrificando la sua effettiva potenza all’emozione  incanalata e rinvigorita da una esperienza di concerti dal vivo davvero notevole (qualcuno in italia, tanti in Europa, tantissimi negli States.

 


Il suo song book è molto ampio spaziando da Nuage a  La vie en rose, passando per Caravan (ma come non menzionare Insesiblement ?), seppur privilegiando il repertorio di Reinhardt cui il concerto è intitolato (il disco uscirà il prossimo autunno).   

Non è facile presentarsi con una precisa identità musicale portando in repertorio un genere molto codificato come il french jazz  ma la determinazione che ha guidato Tatiana Eva-Marie per importi in un mondo  a prevalenza maschile le ha permesso anche di presentarsi con una cifra musicale e stilistica inconfondibile e unica.

Un’altra serata d’eccezione di Sotto l’angelo del Castello una manifestazione che continua a regalare magnifiche sorprese.

Ascoltato per voi il 29 agosto 2023.

 

 

(5 settembre 2023)

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