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Francesco Lorusso o il ’77 visto da Andrea Adriatico #Inscena a Teatri di Vita, Bologna

di Gaiaitalia.com, #Bologna

 

 

Non aveva neanche 25 anni Francesco Lorusso quando fu ucciso durante una manifestazione, l’11 marzo 1977 a Bologna. Sulla lapide commemorativa in via Mascarella c’è scritto che è vivo e lotta insieme a noi: ma chi era Francesco? La memoria del movimento del ’77, di una generazione colpita alle spalle e di un’intera epoca che sembra lontana e dimenticata ritorna, a 40 anni esatti, a teatro con “Chiedi chi era Francesco”, uno spettacolo di Andrea Adriatico, scritto da Grazia Verasani. L’appuntamento è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), da giovedì 12 a domenica 15 ottobre, (giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17), in replica a Roma la settimana successiva (Teatro Vascello, 17-19 ottobre, ore 21).

Lo spettacolo vede in scena Leonardo Bianconi, Olga Durano, Gianluca Enria e Francesca Mazza, e con Davis Tagliaferro. Scene e costumi di Andrea Barberini. Una produzione di Teatri di Vita, con il sostegno del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e del MiBACT.

A seguito dell’ultima replica, domenica 15 ottobre, avrà luogo un incontro con gli artisti condotto da Silvia Napoli.

 

Francesco lo studente, Francesco il militante, Francesco la vittima, Francesco l’eroe, Francesco il nome su una lapide.

L’11 marzo 1977 – esattamente quarant’anni fa – Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta Continua, veniva ucciso a Bologna durante una manifestazione da un colpo d’arma da fuoco. Un colpo sparato da un carabiniere, che fu successivamente prosciolto.

Fu l’apice tragico della stagione del Movimento del ’77 e l’inizio di una guerriglia che mise a ferro e fuoco Bologna.

A Francesco Lorusso, all’interrogazione sulla sua memoria è dedicato il nuovo spettacolo diretto da Andrea Adriatico.

C’è il bisogno di andare oltre le parole sulla lapide di via Mascarella, il bisogno di ricordare e comprendere dalla prospettiva odierna un evento traumatico per la città e per l’Italia, il bisogno di aprire un confronto con la stagione complessa e contradditoria del Movimento del ’77, il bisogno di raccontare la storia di un ragazzo che a 25 anni, con la sua morte, è diventato suo malgrado l’icona di un’epoca.



 

 

Andrea Adriatico compone partiture della parola e dello spazio, facendo base nella casa bolognese di Teatri di Vita creata nel 1993, incontrando drammaturgie come quelle di Koltès, Pasolini, Beckett, Copi, Jelinek, attraversando numerosi festival da Santarcangelo alla Biennale Teatro. Al cinema racconta rimozioni intime (nei film Il vento, di sera; All’amore assente) e pubbliche (nei documentari +o- il sesso confuso. racconti di mondi nell’era aids, e Torri, checche e tortellini), presentate e premiate in festival internazionali.

 




 

(6 ottobre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

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