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30° Todi Festival #Vistipervoi “Verdi’s Mood e le donne”… Perché?

Maddalena Crippa

Maddalena Crippa

di E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

 

 

 

 

 

 

 

La domanda mi martella dall’immediato dopo-spettacolo e l’ho condivisa con un amica-collega-compagnadiprogetti: cosa scrivere di uno spettacolo come “Verdi’s Mood e le donne”? Lo spettacolo è gradevole: il gruppo in scena suona un jazz finissimo, l’idea di cantare e suonare un Verdi jazz non è nemmeno male, la cantante Cinzia Tedesco è brava (anche se in scena non ci sa stare ed il suo abito era eccessivo e poi cos’è questa mania del buonismo a tutti i costi, dei tremila ringraziamenti a tutti, delle genuflessioni ai colleghi e a Maddalena Crippa, della retorica del buon dio che vede e provvede e preghiamo, poveri terremotati, ma intanto noi siamo in scena… Basta Tedesco, pensi a cantare!), ma anche lei commette l’errore di pensare che un artista non debba esprimere se stesso solo con la sua arte, ma metterci del verbo anche quando potrebbe stare zitto. Anche per questo protagonismo buonista l’Italia sta fottendosi il futuro. L’idea di far raccontare le donne di Verdi da una donna come Maddalena Crippa, interprete finissima, è anche carina, anche se – da uomo – mi chiedo quando le donne si romperanno i coglioni di parlare di donne vissute all’ombra di uomini senza un minimo di ribellione da donne. Belle le due interpreti di bianco vestite, ma qualche gelatina ghiaccio in più avrebbe giovato, il bianco in scena “spara” da morire. Bello che tentino di interagire senza riuscirci granché, perché il regista – osannato da una claque di quattro squinzie proprio davanti a noi, che per tutto lo spettacolo si sono girate verso i tecnici alle nostre spalle per controllarne il lavoro, perché non c’è niente di peggio di quattro squinzie “convinte” di essere qualcuno perché “qualcuno” pensano di conoscere – la regia non l’ha fatta. Carina la voce delle donne di Verdi vergata naturalmente da un uomo, perché c’è sempre un uomo a raccontare le donne da un punto di vista maschile, ma per amore delle donne. Va anche bene che lo spettacolo sia travestito da operazione culturale unica per il Todi Festival. Va bene, al limite, che sia stato messo in scena perché Maddalena Crippa, che abbiamo visto in situazioni decisamente migliori, ha sposato il progetto e che bello che bello che bello, ma alla fine della fiera, pur apprezzando tutto quanto si è visto, pur apprezzando i bravissimi musicisti, apprezzando un po’ meno la pur brava cantante, siamo rimasti preda della freddezza di fondo che tutto lo spettacolo emana dall’inizio alla fine, e pur pensando: “bravi”, rimane soltanto una domanda. Perché?

 

 

 

 

 

 

(31 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

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