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La musica di Ezio Bosso è potentissima. Come il suo talento. Ed è stato proprio Ezio Bosso a chiudere un concerto nella centralissima Piazza del Popolo di Todi, affolatissima da un pubblico per lo più attento e fortemente concentrato sulla musica di Bosso, con isole infelici di maniaci da telefonino e foto che avrebbe bisogno di essere assistiti per uscire dalla loro dipendenza. Andava detto.

E’ con ironia devastante che proprio Bosso invita a farne a meno, dei telefoni, e a non distruggere l’atmosfera del concerto E dà il via alla danza delle sue mani sulla tastiera: suona brani di sua composizione dal suo ultimo album, “Le Dodici Stanze”, alternandoli a brani di Chopin, Bach; cita il grandissimo John Cage e quindi dà vita ad una altro splendido brano (che è in sé un omaggio a Philip Glass, per struttura compositiva ed esecutiva, e che Bosso non cita) e poi, dopo una pausa di dieci minuti, la sua magnifica – ma emotivamente devastante – sonata n°1, che chiude l’album le dodici stanze. Musicista raffinatissimo e coltissimo, alle prese con la prova della malattia neuro-degenerativa che ne sta minando la resistenza ed il talento, Bosso non ha dato solo prova delle sue straordinarie capacità di musicista e compositore, riconosciute in tutto il mondo, ma ha offerto una lezione su come una spirito indomabile possa essere in grado di combattere contro qualsiasi ostacolo.

Il concerto, considerazioni a parte, rimarrà impresso nella nostra memoria per molto tempo. Due ore e mezzo da ricordare a lungo.

 

 

 

 

 

 

 

(5 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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