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30° Todi Festival #Vistipervoi Swan Lake – Reload

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Non è che “Swan Lake – Reload” ci abbia proprio entusiasmato, ma è colpa nostra che siamo arrivati in teatro con molte aspettative. Cosa che è sempre un errore. “Il Lago dei cigni” è uno straclassico messo in scena da decenni ed il rischio è che l’originale, lo stereotipo – se ne sono fatte di versioni stereotipate di quel balletto lì, complice anche quel mostro di Baryshnikov – ti rimanga fisso in testa. Certo è che se da un lato, le coreografie di gruppo del “Reload” erano tanto interessanti e belle a vedersi, anche se tutto lo spettacolo è fortemente sbilanciato a destra, nel senso della destra del palco, quelle individuali ci hanno lasciato perplessi. Come ci ha lasciato perplesso la poca intensità interpretativa di molti degli interpreti, così come il bel gioco sui trampoli che però dopo la prima volta che entra in scena (la danza sui trampoli), si è già vista e non è più nuova. Abbiamo avuto la sensazione che i danzatori fossero stanchi, poco concentrati, o forse ci sono stati problemi nel montaggio pomeridiano: un’apertura molto fredda con qualche passo a due spezzato da entrate ed uscite troppo frequenti, una poco convincente lotta tra il bene e il male (il bianco e il nero), e la drammaturgia ci è sembrata un po’ confusa. O forse i confusi siamo noi. Un bel finale, ruffianissimo, di quelli che mandano in brodo di giuggiole il pubblico, al quale viene regalata l’agognata coroncina da principe, strappa lunghi applausi. Tutto il resto ci è sembrato così contemporaneo-normale che proprio ce ne dispiace.

 

Purtroppo, ma non siamo mai stati bini né trini, non abbiamo potuto seguire il monologo “Anna Cappelli”, magnifico testo di Annibale Ruccello, previsto per le 19.00 del 4 settembre, al Teatro Nido dell’Aquila. Ce ne scusiamo con voi, con l’organizzazione, con Anna Maria Troisi. E anche con noi (che adoriamo la drammaturgia di Ruccello).

 

 

 

 

 

(5 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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