Uno spettacolo sui generis tra le famose lettere del pittore Vincent Van Gogh al fratello Teo e le note del flamenco. Al Teatro di Documenti di Roma è andato in scena Van Gogh Flamenco, spettacolo scritto e diretto da Manfredi Gelmetti.
Lo stesso Gelmetti è attore e danzatore. Si immerge nella lettura dei testi delle lettere e nelle note che partono dalla pizzica di San Vito ai ritmi decisi del flamenco, per raccontare una vita difficile di un artista complesso come Van Gogh, uomo inquieto e malato, che cercava il rapporto con la realtà attraverso la pittura, con le sue visioni, con i suoi colori.
Ad accompagnare la danza, le voci di Serena Bagozzi ed Eleana Gagouli, la chitarra flamenca di Francesca Turchetti e le percussioni di Paolo Monaldi. Una performance mista che ha trovato il suo luogo naturale nelle suggestive grotte del Teatro di Documenti nel quartiere storico di Testaccio, attraverso un contatto diretto con gli spettatori seduti ai lati dello spazio scenico su spalti di pietra.
Lo spettacolo sceglie lo strumento della danza e della musica per far esplodere la luce che si cela dietro l’angoscia e l’inquietudine dell’uomo – artista. Van Gogh non completamente apprezzato in vita, ha proseguito, fin dove possibile la sua esistenza, affogando nei colori e decidendo di fare della pittura il proprio riscatto, la propria terapia, la propria ragione di vita.
“Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo difficile, angosciato” annota Manfredi Gelmetti. “Un infelice che, suo malgrado, procurava infelicità. Eppure, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri, per la vita, per l’arte. Van Gogh insegna a non soffocare dentro, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo”.
Il flamenco spinge a questa ricerca interiore e Gelmetti lo interpreta con naturalezza, attraversando il ruolo maschile e femminile con bravura e fluidità nei movimenti delle mani, delle braccia e nel tipico zapateado dai ritmi pacati e velocissimi dello battere i piedi con punta e tacchi di scarpe tradizionali a tacco alto, nere e rosse, che ben si intonavano con i costumi ricercati, tra tuta aderente con la rappresentazione dei cieli notturni di Van Gogh, blu intensi pieni di stelle luminose, il tipico scialle avvolto sul corpo del bailaor e un vestito nero decorato con i famosi girasoli dei quadri dell’artista.
Uno spettacolo gradevole, anche se talvolta sfumava il nesso tra il flamenco e le parole del pittore, forse incastrato nel mistero della ricerca dell’eternità.
VAN GOGH FLAMENCO
Danza, recitazione e mise-en-scène: Manfredi Gelmetti
Chitarra e progetto musicale: Francesca Turchetti
Voci: Serena Bagozzi, Eleana Gagouli
Percussioni: Paolo Monaldi
Supervisione ai costumi: Daniele Uccisero, Giulia Pagliarulo
Make Up: Simone Verdecchia
Comunicazione social media: Gabriella Inpallomeni
Visto per voi al Teatro di Documenti di Roma il 10 aprile 2026.
(13 aprile 2026)
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