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“Idiota” al Teatro India #Vistipervoi uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere

di Stefano Cangiano  twitter@stefanocangiano

 

 

 

 

 

Mettersi comodi, predisporsi all’ascolto e iniziare.
Carlos sa quel che deve fare ed è serenamente intenzionato a cimentarsi in questo test ben pagato presso la Fondazione per la Ricerca Neuropsicologica. Iniziano le domande. Domande personali, indovinelli, trabocchetti, mentre si materializza lo spettro dell’errore. L’onestà totale non basta per rispondere adeguatamente, ci vogliono le parole giuste e i concetti corretti da esprimere. Altrimenti qualcuno si farà male. Sotto questa minaccia ben presto il protagonista di Idiota, testo di Jordi Casanovas messo in scena da Roberto Rustioni, sul palco insieme a Giulia Trippetta, inizia a fare i conti con le proprie leggerezze e con le proprie fragilità.

La psicologa tedesca lo incalza, continuando a sciorinare domande, attenendosi al contratto che Carlos ha firmato senza badarci e che ora consente alla Fondazione di fare ciò che vuole dei suoi parenti in caso di risposta errata.

Il meccanismo narrativo di Idiota è tutto qui, in una sedimentazione progressiva di consapevolezza, un processo che investe tanto gli attori quanto gli spettatori. Nell’atmosfera sempre più asfittica della stanza dove viene imposto il test, conosciamo Carlos e i suoi trascorsi, il suo investimento mal pianificato e gli esiti a cui ha portato: la crisi.

Non viene esplicitato ma l’impressione che prende corpo è quella di una dinamica personale che si apre a una valutazione più generale sulla crisi economica europea. La dottoressa tedesca, inflessibile e totalmente aderente ai protocolli, domanda, giudica e sentenzia sulla cavia spagnola, spiazzata da se stessa e dalla propria vicenda personale. Chi ha tutto da perdere, non c’è bisogno di dirlo, è solo la Spagna.

In Idiota la parola ha un ruolo fondamentale, è l’architrave di una drammaturgia solida che è prioritaria rispetto all’apporto dell’interpretazione e della regia. La parola costruisce narrazione, spazi fisici ed emotivi e alla parola è consegnato interamente il climax che conduce al disvelamento finale.

 




 

All’apice della consapevolezza corrisponde infatti la presa d’atto delle proprie miserie umane, di ciò che precede la crisi e la genera. Il compromesso morale e un’innata predisposizione ad essere vittime dell’arbitrio di chi ha più potere economico. Così Jordi Casanovas lancia il suo j’accuse al sistema economico europeo e alle sue derive, senza fare sconti a nessuno e senza rifugiarsi in categorizzazioni di comodo, restando in equilibrio tra il piano metaforico e la brutalità dei fatti.

Idiota è uno spettacolo che riguarda tutti e che quindi tutti dovrebbero vedere.




 

Idiota
di Jordi Casanovas
traduzione Francesca Clari in collaborazione con Francesco Fava
regia Roberto Rustioni
con Roberto Rustioni e Giulia Trippetta
aiuto regia Francesco Piotti
scene & costumi Francesco Esposito
contributi Video Pablo Solari
ideazione Video Igor Renzetti
disegno Luci Gianluca Cappelletti
Foto di Olimpia Nigris Cosattini

 

 

 

 

(24 marzo 2017)

 

 

 

 

 

 

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