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#Vistipervoi, “Palomar” di Fattore K al Teatro dell’Orologio di Roma: poeticità naturale

palomar-teatrodi Stefano Cangiano  twitter@StefanoCangiano

 

 

 

“Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato.”

 

Qual è la sfida che l’essere umano lancia a se stesso costantemente e a cui costantemente si sottrae? Qual è il cruccio, la tensione, la necessità che lo anima nel muoversi nel mondo? Capire se stesso e quello che gli sta attorno.

Palomar lo fa. O per lo meno si mette in condizione di farlo, ridefinendo il suo stare al mondo, in mezzo alle cose, agli spazi e alle persone, compreso se stesso. Da questo principio originario prende vita l’opera di Italo Calvino, su cui si basa lo spettacolo omonimo di Fattore K, messo in scena da Raquel Silva, passato di recente al Teatro dell’Orologio di Roma.

Le tre storie prese da questa esplorazione che vede come protagonista un personaggio reso affascinante dalla propria fragilità e dalla determinazione che manifesta vengono rappresentate grazie al teatro di carta. Le due attrici, Alessandra Solimene e Raquel Silva, prima di agire fanno agire, sono creatrici di immagini che si animano e danno un corpo alle parole, una fisionomia nuova che rappresenta lo stesso sforzo di Palomar, quello di identificare la natura di ciò che gli sta attorno, e in questo caso il banco di prova è la parola scritta di Calvino.

Una sfida avvincente, che Fattore K riesce a rendere in una forma teatrale in cui la complessità si risolve nell’essenzialità, la carta materializza il mondo di Palomar, e si unisce agli altri 2 livelli della rappresentazione, la musica e la voce narrante, il testo vero e proprio che è presente e accompagna lo svolgimento delle immagini animate dalle attrici.

Lo spettacolo diventa così una riflessione attiva, ci si sente compagni di viaggio di Palomar e non si desidera altro, perché quest’uomo che ha “deciso che la sua attività principale sarebbe stata di guardare le cose dall’esterno” ci offre una possibilità unica, quella di scoprire, di interpretare, di sbagliare davvero e davvero ricominciare, continuando a esplorare.

La messa in scena di Fattore K ha il pregio raro di una poeticità naturale, quella che le immagini sono capaci di evocare e assecondare, quella di cui in fondo tutti hanno bisogno, quella che Palomar forse sta ancora cercando,. È una fortuna che sia così, che questa ricerca continui, che le immagini di carta si muovano ancora, perché la magia che compiono è quella di farci sentire meno soli, in compagnia di Palomar, perché “solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, – conclude – ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile”.

Qui il teaser di Palomar.

 

 

 

 

(17 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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