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Teatri di Vita #Inscena Teatro del Lemming con Giulietta e Romeo: 1, 2 e 3 aprile

Bologna Teatro del Lemmingdi Gaiaitalia.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quali lettere d’amore si spedirebbero oggi una Giuletta adolescente e il suo coetaneo Romeo? O forse preferirebbero la comunicazione veloce dei messaggi istantanei? E qual è il rapporto tra l’amore assoluto dei ragazzi e il mondo degli adulti?

A calare la tragedia di Shakespeare nel “mondo liquido” che ci circonda è Massimo Munaro, che con il Teatro del Lemming, formazione storica del nuovo teatro italiano, presenta “Giulietta e Romeo – Lettere dal mondo liquido” a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), venerdì 1 aprile, ore 21; sabato 2, ore 20; domenica 3, ore 17. In scena sono Fiorella Tommasini, Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Alessio Papa, Alessandro Sanmartin, Maria Grazia Bardascino, Katia Raguso. Regia di Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini.

Dopo la replica domenicale ci sarà un incontro pubblico con la compagnia condotto da Massimo Marino.

Questo spettacolo interroga il mito di Giulietta e Romeo senza narrarlo. Il testo è formato da lettere d’amore scritte in una società dove anche il sentimento più puro è divenuto precario come tutte le cose del mondo. Brandelli di un tempo presente, in cui si rintracciano storie di desideri contrastati, tracce di violenze esplicite o nascoste, ma anche la tenacia di un volere che non demorde.

Giulietta e Romeo è il dramma shakesperiano che più direttamente mette in scena il mondo visto con uno sguardo puro, il dramma in cui l’amore e le speranze della giovinezza sono tradite ed uccise dal mondo degli adulti. A testimonianza di ciò si susseguono sulla scena una sequenza di lettere, scritte ad un amore immaginario.

La forma della lettera – così apparentemente desueta in tempi di email o di SMS, eppure a tutti così cara – contribuisce a mantenere un dialogo fitto e fecondo fra il tempo incorruttibile di Giulietta e Romeo (infinitamente distante da quell’immaginario da baci perugina a cui troppo spesso siamo stati abituati), e questo nostro presente che anela ad una trasformazione vitale. La storia di Giulietta e Romeo si riflette così continuamente nel vissuto di artisti e pubblico la cui relazione, seppure declinata in altro modo rispetto ai precedenti lavori del Teatro del Lemming, è come sempre al centro di una drammaturgia e di una passione teatrale che cerca di dialogare con ogni singolo spettatore e di renderlo protagonista. Perché solo ciò che ha una reale necessità personale può giungere ad essere condiviso anche da altri. Un po’ come accade nell’amore, appunto.

Il Teatro del Lemming è uno degli ensemble di punta della ricerca teatrale italiana fin dagli anni 90, quando il gruppo, fondato da Massimo Munaro e Martino Ferrari (prematuramente scomparso all’inizio di quel decennio), irrompe sulla scena italiana con la tetralogia dei sensi in cui si opera un originale coinvolgimento dello spettatore (spesso singolo) attraverso la rievocazione del mito (Edipo, Dioniso, Amore e Psiche, Odisseo), a cui è seguito un ampio progetto dedicato alla Divina Commedia dantesca (Inferno. I trentaquattro canti è stato presentato a Teatri di Vita dieci anni fa).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(31 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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