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Milano, tanto David Riondino #Inscena a Teatro di Vetro dal 22 al 26 marzo

David Riondino - 00di Gaiaitalia.com

 

 

 

 

 

 

 

A teatro di vetro in Fabbrica di Lampadine, nuovo spazio artistico e culturale nato nel cuore di Milano, succederà qualcosa di veramente unico: David Riondino, attore-cantautore-poeta è pronto a incantare il pubblico milanese portando in scena, per la prima volta, quattro suoi spettacoli uno di seguito all’altro.

Triglie, principesse, tronisti e alpini

(Cronache cantate dell’Italia più o meno contemporanea)

di e con David Riondino e Savino Cesario alla chitarra

“Uno dei problemi più complessi della fine del novecento e dell’inizio del millennio è il titolo da dare agli incontri col pubblico di autori che tendono a saltare di palo in frasca. Che già sarebbe un buon titolo. Più semplice dire che apro il sipario, espongo il banchetto e metto in mostra la mia merce: racconti in versi, canzoni più o meno lunghe e più o meno serie, più o meno autentiche e più o meno parodistiche. Un diario in musica, che fotografa questi primi anni del millennio, nei suoi passaggi più evidenti: diciamo dal Pianto della Fornero (come non farci su un poemetto?) all’enigmatica ascesa di Renzi (che scopriamo essere un Acrostico, ossia un cognome di cinque lettere ognuna delle quali è l’iniziale di una parola, ed ecco spiegato il mistero e chi più ne sa più ne metta). Questi anni di crisi, insomma, raccontati a partire dalle canzoni e dalle storie che ho scritto in occasioni molto diverse, per radio, teatro, giornali più o meno satirici, televisione.

 

 

Troverete e ritroverò anch’io, sempre meravigliandomene, le canzoni che ci mandava il Dottor Djembé da Bora Bora alla radioRai: la strana Hit Parade con le canzoni crudeli di Pino Paoli, di Francesco Puccini con la P, attenzione!, gli inni delle categorie merceologiche delle Pagine Gialle, le canzoni selle piccole emozioni quotidiane dei Lottatori di Sumo, dei Voltapagine di Pollini, dei Vescovi a Conclave per dirne solo alcune. Troverete diverse canzoni sugli animali: Le triglie, i Paguri, i pesci Cha cha cha. Ma anche la Sula e l’Albatros. Mi è poi capitato, fortunatamente e fortunosamente, di mettere in canzone anche diverse novelle di Boccaccio, per una serie di Radio3: e un paio sarà opportuno ascoltarle, per valutare quanto gli antichi fossero contemporanei, come lo è Madonna Filippa in una canzone tratta da un racconto esemplare. E faranno da filo conduttore, come accennavo all’inizio, i poemetti storici, dalla Fornero a Renzi passando per Grillo e Bersani. Più che politica, epica: la cronaca politica m’interessa solo per quanto ne risulta di cantabile, per quanto se ne possa trasformare in poesia, più o meno grottesca.

Sarà l’occasione di mettere in fila questi interventi sparsi, che sono a modo loro una cronaca degli ultimi anni, ma soprattutto sono esercizi sulla canzone, e sui molti modo di comporla. Rimango solidamente cantautore, per quanto discograficamente indisciplinato. Trattasi insomma di cantautore eclettico, che racconta i suoi tempi giocando con le forme della canzone, Corta, lunga, sibilata, didattica, epico-narrativa, intra-psichica, animalista, centrifuga, centripeta, e ancor di più.

Naturalmente sotto lo sguardo severo di un coro di alpini, invisibile ma vero, che esegue con me due commoventi canzoni d’alta quota. Con la “Q”.

Dedicato a Ernesto Ragazzoni – Lettura poetica

con David Riondino, voce e chitarra

Gabriele Mirabassi, clarinetto

Ernesto Ragazzoni è probabilmente il più significativo poeta umoristico italiano, anche se pochi lo conoscono. Una bella riedizione della sua opera è apparsa recentemente per Einaudi, curata da Vassalli. Siamo nella Torino dei primi decenni del novecento, in tempi di guerra, tra D’Annunzio e Gozzano. In quegli anni Ripp compone “Creola dalla bruna aureola”, sempre a Torino. Comincia ad arrivare il peccaminoso Tango. Il giornalista Ragazzoni alterna a serie traduzioni di poemi di Poe filastrocche ed elegie al Verme Solitario, ai Pacifici Lapponi e all’olio di Merluzzo, ai Biliardi che non vogliono più essere verdi, al Lamento delle Locomotive che vorrebbero andare al pascolo… mondi rovesciati, rivolte degli oggetti, solitudini di animali. Tutto fuorché il civile, lo storico, il sociale. Satirico e lirico insieme, Ragazzoni porta nella letteratura una vena negativa e comica che abita dalle sue parti natie, il misterioso lago d’Orta, la sorprendente Novara.

 

 

La lettura di Ragazzoni, accompagnata dalla chitarra per alcune poesie da me musicate, con riferimenti a poeti umoristici che a lui molto devono, è un’enciclopedia di temi metafisici, affrontati e risolti in maniera improbabile, sorprendente e divertente.

Bocca Baciata non perde ventura

La principessa Alatiel e altre storie d’amore di Giovanni Boccaccio

con David Riondino

musiche dal vivo di Mirio Cosottini

Nel novembre e dicembre 2013 Rairadio3 ha prodotto una serie di trasmissioni sul Decamerone di Boccaccio, di cui, come si suol dire, correva il settecentesimo anniversario della nascita a Certaldo.

Mi fu proposto in quell’occasione di comporre una canzone per ognuna delle giornate che venivano raccontate. Fu l’occasione fortunatissima, per me, di ripercorrere il capolavoro di Boccaccio, che mantiene intatta la capacità di intrattenere e divertire, nel senso più completo del termine.

Per me fu anche l’occasione di ingegnarmi a portare in canzone varie novelle: Madonna Filippa, che dopo aver dato al marito quel che il marito chiede domanda al giudice che l’accusa di avere un amante, “se ho sempre dato quel che gli bisognava, che devo fare di quel che mi avanza? Dovrò gettarlo ai cani? O sarà meglio darlo a un gentiluomo molto innamorato…” eccetera, fino ad essere assolta e portata in trionfo dai Pratesi. E Tancredi e Guismonda, lui padre innamorato della figlia che ne uccide l’amante e mette il cuore in una coppa d’oro; una torbida e drammatica vicenda tra il mare e le rose di Salerno.

E Annechino, che per amore della sua bella diventa il migliore amico del marito, che finirà letteralmente becco e bastonato; e ancora la Monaca di un convento lombardo, trovata con l’amante e redarguita dalla badessa anch’essa pochissimo casta. Per non dire poi del Falcone di Federigo degli Alberighi, che racconta la nota storia dal suo tragico punto di vista.

Le novelle, oltre a essere sinteticamente esposte, sono tutte rielaborate in forma di ballata, rispettando suoni e lessico del meraviglioso fraseggio di Boccaccio, scommettendo sulla cantabilità dei racconti; scommessa che modestissimamente, lo dico da cantautore, mi pare di aver vinto o perlomeno pareggiato. E le ballate con le loro cornici sono inserite in una storia bellissima, anch’essa trascritta in musica: la storia di Alatiel, figlia del Sultano di Babilonia, che naufragò in terra cristiana ed era la donna più bella del mondo. Le avventure e le sventure della bella saracina, che non a caso nell’intenzione del Boccaccio è una novella che raccoglie altre novelle, fanno da filo conduttore alle digressioni che aprono alle altre novelle/ballate.

 

 

Con Alatiel inizia e si conclude il viaggio nel Decamerone, fino ad arrivare al noto proverbio che sigla la vicenda della bella protagonista: “bocca baciata non perde ventura/anzi rinnova come fa la luna”.

Sentenza incontestabile, che sembra fatta apposta per essere cantata; e infatti il Falstaff di Verdi la canterà nel Ballo in Maschera. Ma questa è un’altra storia.

Il Trombettiere

uno spettacolo di David Riondino

con David Riondino

musiche dal vivo di Mirco Cosottin

La figura di Giovanni Martini è una figura storica. Muore nel 1923 a Brooklyn e sulla sua lapide sta scritto “portò l’ultimo messaggio di Custer nella battaglia del Little Big Horn, il 25 Giugno 1876”. Era arrivato in America dopo aver combattuto con Garibaldi, sempre come trombettiere, presumibilmente intorno al 1860. Doveva quindi essersi arruolato giovane con le camicie rosse; veniva da Apricale, Liguria; altre fonti lo vogliono di Sala Consilina, Salerno. Lo spettacolo è una libera interpretazione delle vicende di quest’anonimo musicista, che viaggia dall’Italia all’America, sfiora eventi storici e combatte a fianco di grandi personaggi, sospinto dalla necessità più che da un preciso ideale. E’ in controluce la storia di tutti i musicisti anonimi, che accompagnano suonando le vicende della Storia, e che più che essere al servizio di una bandiera sono al servizio della Musica. Che magari compongono brani innovativi, che magari sono dei geni, ma che non lasciano traccia di sé; altri formalizzeranno le loro invenzioni, le loro intuizioni. Tra campagne militari, emigrazione su navi piene di gente d’altri paesi, e infine soldati americani (nel 7° Cavalleggeri erano presenti uomini di 20 nazioni diverse) Giovanni matura la propria sensibilità, incontra la vita. I cinque momenti dell’Odissea di Martini, il Paese, Garibaldi, la Nave e l’America e la guerra ispano-americana a Cuba, sono raccontati ed evocati con un montaggio di testo originale e documenti storici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(21 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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