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“Verso sera ancora (Angelo)”: quando l’amore osa dire il suo nome

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di Alessandro Pesano

Verso sera ancora (Angelo) è un monologo ad altissima densità recitativa che richiede doti ragguardevoli da parte di chi lo interpreta per restituire  un’affabulazione elegante e colta che omaggia la letteratura pur rimanendo squisitamente teatrale.

Il testo, di Marco Buzzi Maresca, è magnificamente interpretato da Gianni De Feo che firma la regia e organizza anche la partitura sonora, scegliendo brani  che spaziano dal pop al rock, e brani originali di Alessandro Panatteri. Le musiche sono parte integrante del testo non solamente  perché si  fanno correlativo oggettivo delle emozioni del protagonista ma anche perché entrano direttamente nel racconto: De Feo canta due brani in scena (indimenticabile quello dedicato alla notte) con la bravura cui ci ha abituato in questi anni. 

Verso sera ancora (Angelo)  porta in scena l’amore omoerotico declinato secondo i topoi di Genet ma anche di Bellezza, Penna o Gide.

Marco Buzzi si inserisce nell’immaginario collettivo di quelle generazioni, non per emulazione ma per affinità elettiva. Il testo racconta una generazione che ha dovuto costruire dal nulla uno spazio affettivo, che nella società dell’epoca mancava, dove gli uomini possono amare altri uomini, prendendo le distanze dalla morale borghese in maniera dirompente, estrema, drastica: la  prostituzione  agita come atto di scardinamento della morale, come strumento di emancipazione, come occasione di conoscenza del mondo,  che si tratti della città contrapposta alla provincia, o di Parigi, o del Nordafrica dal quale provengono i ragazzi che il protagonista incontra e coi quali fa l’amore, uno dei quali è l’Angelo citato, tra parentesi, nel titolo, del quale si innamora.

L’altro uomo fondamentale nella vita del protagonista della pièce è suo padre, continuamente evocato, dal quale si è allontanato ma al quale, in qualche modo, ritorna, in un legame freudiano così aderente a quegli anni, a quel clima politico, a quella weltanschauung. Siamo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta del novecento,  tra la rivoluzione sessuale e l’uccisione di Giorgiana Masi, tra l’Aids, l’uso delle droghe e le prime rivendicazioni dei pride. 

Con Verso sera ancora (Angelo) De Feo e Buzzi Maresca presentano un personale omaggio alla memoria storica dell’omoerotismo maschile, troppo sovente negletta e dimenticata.
Il memento di un’epoca e di un immaginario che parlano alla contemporaneità con una intensità e una coesione molto più vive e presenti a se stesse del presente, dell’oggi,  dove certe dinamiche di liberazione sono date per scontate, mentre le generazioni di Bozzi Maresca e quella di De Feo le hanno conquistate con la forza di una militanza di vita prima ancora che politica. 

Un testo ad alta intensità emotiva per uno spettacolo che non si dimentica e che ipnotizza, sia  per il suono ritmico delle scelte lessicali di Buzzi (...e il capitale preparava la serpe dell’eroina e dell’AIDS, per svenare in chiave global, glocal, e di saponificazione mediatica, l’onda orgasmatico libertaria che elettrificava le vene della beata inconscia gioventù d’allora) sia per la grazia ispirata con cui De Feo  restituisce il testo con sincerità e credibilità infinite.  

Un testo che scompagina il particolarismo della  ricerca identitaria monadica e antagonista della militanza di oggi ricordandoci  da dove veniamo e indicandoci da dove dobbiamo ripartire per dialogare quel dialogo che la parola tradisce ma il toccarsi aizza.


VERSO SERA ANCORA (ANGELO)
diretto e interpretato da Gianni De Feo
scritto da Marco Buzzi Maresca
scene e costumi Roberto Rinaldi
drammaturgia musicale a cura di Gianni De Feo
musiche originali Alessandro Panatteri

 

Visto per voi al Binario 30 di Roma il 1 dicembre 2023.

 

 

(6 dicembre 2023)

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