La musica di Boosta a Castel Sant’Angelo

0
387

di Alessandro Paesano

Davide Boosta Dileo musicista, autore e polistrumentista, ha al suo attivo una carriera più che ventennale. Oltre ad essere  il tastierista e co-fondatore dei Subsonica, Boosta ha scritto canzoni per Mina (arrangiandole e producendole) e non solo, svolge attività come DJ, compone colonne sonore, ha intrapreso una carriera solista come cantante e sta lavorando a un progetto di brani strumentali chiamato Post Piano Session, un concept album inizialmente pensato come un’unica opera, poi ripartita in singoli Ep, uscito per la Torino Recording Club, neonata etichetta dello stesso Boosta in distribuzione Believe, mentre l’editore del progetto è Sony Music Publishing.
Nella musica strumentale Boosta ha spiegato che ha maggiore libertà creativa non imbrigliato nelle consuetudini della struttura della forma canzone.
È proprio questo progetto che Boosta ha presentato a Roma in un live a Castel Sant’Angelo, nel cortile i Alessandro VI,  nell’ambito della rassegna Sotto l’Angelo di Castello.

Sul palco campeggia un pianoforte a mezza coda e accanto una console. Sulle corde del piano ci sono dei sensori (ignoriamo il. loro nome tecnico) che trasmettono il suono del pianoforte alla strumentazione elettronica che lo trasforma in un tappeto sonoro del quale, agendo sulla console, cambia intensità e tono. Su questo tappeto sonoro Boosta suona il pianoforte componendo un brano fatto del suono acustico del piano e quello elettronico della console.  Per alcuni brani sulle corde del pianoforte, ci sono anche oggetti metallici che danno al suono del pianoforte un riverbero particolare.
Questo campionamento dal vivo e fatto all’impronta è eseguito con una precisione estrema tanto da indurre a credere che si possa trattare di un suono suoni pre-registrato, dubbio che svanisce subito appena ascoltiamo i cambiamenti del suono elettronico che Boosta agisce tramite la console. 

I brani eseguiti compongono una suite intimista, dall’andamento calmo e introspettivo (Boosta ha definito Post Pano Session come uno strumento. La colonna sonora dei pensieri di chi lo ascolta), sulla cui progressione armonica si innestano melodie e stilemi presi dalla musica leggera (come si diceva una volta) e dal Jazz,  rielaborati e declinati con una scrittura personalissima, dall’esecuzione impeccabile ed elegante.
Il pubblico ascolta in religioso silenzio, preso e perso nell’onda dei propri pensieri suggestionati e mossi dalla musica che ascolta.
Il pubblico che assiste al concerto è trasversale, per età, classe sociale, gusti musicali. Altro merito di un musicista a tutto tondo che sa richiamare persone dalle storie di ascolto diverse accomunate dal gusto per la buona musica che accorre per vivere momenti indimenticabili di condivisione di ascolto di una musica tutt’altro che commerciale eppure viva fruibile, sincera.
Gli applausi finali sono copiosissimi e inducono Boosta a regalare due generosi bis (che emozione vedere Boosta che decide all’impronta in quale punto delle code del pianoforte mettere gli oggetti metallici e i sensori per l’esecuzione  del bis…).
Poi, con la sua birra in mano, saluta il pubblico e il concerto è già storia. 

Dopo il concerto, ci sorge spontanea una domanda: ma come avranno fatto a trasportare il pianoforte a mezza coda nel cortile di Alessandro VI?

Ascoltato per voi a Castel Santangelo il 26 luglio 2023.

 

 

(31 luglio 2023)

©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata