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La potenza visionaria di DaCru Dance Company #Visti per voi a Teatri di Vita. Magnifici DaCru

foto: Giovanni Bocchieri

di Soufiane El Khayat #Vistipervoi twitter@gaiaitaliacom #TeatridiVita

 

Nemmeno troppo liberamente ispirato al capolavoro di Haruki Murakami,“Kafka sulla spiaggia” è approdato a Teatri di Vita il 21 e 22 dicembre lo straordinario spettacolo di danza messo in scena da DaCru Dance Company.
Conosco DaCru dai primi anni 2000, quando li portai per due anni consecutivi con due differenti spettacoli, di altrettanta straordinaria potenza, ma di meno raffinata bellezza, a Modena.

Stupisce la linearità drammaturgica del lavoro di Marisa Ragazzo e Omid Ighani, geniali artefici del lavoro del gruppo, che si esprime in “Kafka sulla spiaggia” con sette ballerini in scena che sembrano di gomma, anzi non sembrano di questa terra: i corpi scomposti con grazia e tecnica in velocissimi, minuti, precisissimi movimenti e micromovimenti, oserei dire pulsazioni, che partono dal profondo della vita ed arrivano direttamente ai muscoli, ai corpi, con precisione chirurgica, in una coreografia che non lascia niente al caso ed una regia d’acciaio che lascia liberi i danzatori tenendoli stretti al collo.

C’è una solitudine straziante nello spettacolo di DaCru: solitudine e disperazione e una società indifferente che ti circonda insieme ai tuoi sogni che ti fanno male e non ti lasciano che tristezza e Kafka fugge, fugge, fugge da sé, dagli altri, dal mondo, dal padre e dalla sua profezia. E’ inseguito da Tamura, il Ragazzo Corvo e Johnny Walker… Solitudine dicevamo. E rigore tutto giapponese, rigore claustrofobico dove la società è più importante dell’individuo. Claustrofobia che diventa mancanza di libertà. E lotta contro di essa, come le origini di Omid Ighani denunciano… Uno spettacolo che è rivoluzionario. Non solo per quel che offre in scena.

Fumo in scena, danzatori in piedi e poi la scena del lungo sonno, e quindi figure impalpabili scivolano nel buio appena percettibili, con il cuore che batte forte perché inizia l’incanto… Si apre. In scena Claudia Taloni, Serena Stefani, Samar Khorwash, Davide Angelozzi, Alessandra Ruggeri, Alessandro Marconcini, Tiziano Vecchi.
Questa è la via del teatro contemporaneo. La contaminazione tra hip hop, danza, contemporanea, physical theatre e capacità di scrivere drammaturgia e parlare coreografie senza che le troppe parole e le solite voci inquinino gesti e contenuti. La via del teatro contemporaneo del futuro passa per i DaCru. Qualcuno avvisi il ministro Franceschini.

Questo vostro cronista non vedeva uno spettacolo così da anni. Correte a vederlo ovunque possiate.

 

(22 dicembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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