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“Mi sono sempre definito un contastorie e non un cantastorie, che non racconta le storie a se stesso, ma ad un pubblico il più vasto possibile, che lo sta a sentire con attenzione e partecipazione, per poi levare la coppola e passare in mezzo alla gente. Anche le mie storie sono destinate alla gente, certamente non a una ristretta cerchia di amici”. Con queste parole lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, il “papà” del commissario Montalbano, commenta il successo del tour teatrale “Il Casellante”, portato in scena dal regista Giuseppe Dipasquale. Lo spettacolo, che si è concluso al Teatro Sistina di Roma, è riuscito a portare sul palco il ritratto di una Sicilia arcaica e moderna, tragica e comica, sospesa tra mito e storia e spaccata tra contraddizioni e paradossi.
Ora Camilleri, attivissimo nonostante i suoi 90 anni, torna in teatro con un testo-rivisitazione in lingua siciliana del testo shakespeariano “Molto rumore per nulla” che in camillerese diventa “Troppu trafficu ppi nenti” che sarà in scena a Roma dal 22 giugno per la regia di Dipasquale. Il testo è stato scritto a quattro mani da Camilleri con Giuseppe Dipasquale ed andrà in scena al Globe Silvano Toti.
(6 giugno 2017)
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