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NOpS Festival: “Feet Storyboard” è un meraviglioso spettacolo fatto coi piedi e “P.Butterfly” una chicca

di E.T.   twitter@iiiiiTiiiii

 

 

 

 

 

 

Prosegue NOpS Festival, organizzato e voluto da Nogu Teatro nel bellissimo spazio del Teatro di Documenti a Testaccio, con “Countdown” spettacolo interessante, con un testo eccessivamente ridondante e tre ottime attrici che perdono irrimediabilmente nel corpo a corpo con uno schermo che rimanda immagini dipinte (splendide tra l’altro) e che propone il tema del countdown rispetto al momento in cui la terra collasserà e noi con lei. Se il tema è visto e rivisto e ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, il nostro dubbio si sofferma sulla messa in scena che necessita di una messa a punto, di una maggiore ricerca (e coraggio) e forse di un diverso utilizzo del recitato delle attrici che hanno voci magnifiche e che non usano “cantando”, ma solo al servizio di un testo troppo prolisso che le sommerge.  Brave comunque Cinzia Antifona, Valentina Greco e Francesca Pica della compagnia PolisPapin.

“Feet Storyboard” di Monsieur David è uno di quei rari gioielli che riconciliano con questo mestiere: l’attore è tecnicamente preparatissimo e mette al servizio degli spettatori il suo piede destro che trasforma in un personaggio di rara umanità che racconta la sua storia. Qual’è la storia? Va chiesto al bambino che abbimo dentro e che la nostra smisurata convinzione di essere granduomini ci fa dimenticare di avere. Basta un gesto di Monsieur David (per favore, cambi il titolo dello spettacolo e passi dall’inglese al francese), la sua entrata in scena ed un tenerissimo valzer ballato con due spettatrici per commuoverci. Magnifico.

“P.  Butterflies” è un alto dei bellissimi testi che Damiana Guerra offre al NOpS da qualche anno e che – puntualmente – finiscono per uscire vincitori della manfiestazione. Bello, scritto assai bene, con differenti piani di lettura, “P.Butterflies” è magicamente legato a quelle che sono le nostre sensazioni  rispetto alla relazione con la malattia (e quindi nascita e morte), scontrandosi con ciò che il comune pensare crede e vede del corpo e della vita di un uomo, contro ciò che si crede di una farfalla e del sole. Tutto è destinato a finire e quindi i protagonisti non hanno altra scelta che muoversi in un “non-luogo” nel quale l’unica soluzione sembra essere l’attaccarsi ad un timido “Ti amo”… Magnifico.

Bravissimi Agnese Lorenzini ed Aléksandros Memetaj. Efficace la voce di Cristiano Vaccaro nel fuoriscena (anche se era in scena, insomma poi vi raccontiamo…).

 

 

(17 dicembre 2016)

 

 

 

 

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