di Gaiaitalia.com
Una lama di luce nella nebbia dei ricordi: la travolgente verità di Laguna Cafè
Sulla scena vuota, tranne un tavolo e due sedie nere, alte e strette, da bar (?), entra Andrea,... →
Dopo il successo del Fantasma di Canterville, Ferdinando Bruni mette in scena Il racconto di Natale in forma di one man show, in un’atmosfera tra sogno e allucinazione generata da giochi di proiezionie dalla tecnica della lanterna magica.
Il “patetico” beethoveniano tra teatro e musica
In scena campeggiano un pianoforte a mezza coda e un leggio mentre il pubblico prende posto in sala.... →
Il Racconto di Natale (A Christmas Carol: A Goblin Story of Some Bells that Rang an Old Year Out and a New Year In) è indubbiamente una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens, una storia che conoscono tutti, semplice nella sua ossatura, quasi ingenua, leggibile come una delle tante fiabe dickensiane, dove le forze negative vengono infine sconfitte. È uno degli esempi più belli in cui Dickens critica la società e in cui riesce a unire il suo impegno nella lotta alla povertà al gusto del gotico.
Alla vigilia di Natale l’usuraio Ebenezer Scrooge è intento nel suo lavoro. Durante quella notte gli appaiono i tre spiriti del Natale (passato, presente e futuro) preceduti dal fantasma di un vecchio socio, Jacob Marley, consapevole di aver sprecato la vita. Scrooge rischia la stessa fine dell’amico e questa terribile eventualità fa scattare in lui il cambiamento: la volontà di donare ai poveri se stesso e i propri averi.
(29 novembre 2016)
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