di Stefano Cangiano twitter@StefanoCangiano
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Parliamo di Coniugi, un testo di Éric Assous, al Teatro de’ Servi fino al 27 novembre. La regia è di Giancarlo Fares, gli interpreti sono Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Francesca Nunzi e Giorgia Guerra.
La storia è quella di due amici che si spartiscono amanti e frustrazioni, uno sposato, l’altro divorziato, uno assestato in una vita comoda e senza troppi slanci, l’altro intento a fronteggiare la notizia di una vincita milionaria alla lotteria. La vicenda viene percorsa avanti e indietro nel tempo, dagli effetti alle cause fino agli sviluppi ultimi, tra lepidezze da salotto, sketch e trovate di vario genere.
Non si scappa dalla trappola delle faccette, delle pantomime e delle gag approntare per generare qualche sorriso e la messa è preda dei vecchi vizi di forma e di sostanza della commedia d’interni e d’intreccio all’italiana, seppur passata per il filtro del testo francese.
La trama è essenziale e il tentativo di movimentarla attraverso i flashback e flashforward non cambia la staticità di una vicenda che non stimola molte reazioni perché non riesce ad essere né comica fino in fondo né sarcastica, limitandosi a lambire la superficialità delle trame paraamorose senza investigarne davvero i meccanismi e senza metterne a nudo il funzionamento.
È un teatro che appartiene a un altro tempo e non si può fargliene una colpa. Se questo fosse un bollettino domenicale sulle commedie leggere consiglieremmo la visione di Coniugi ma visto che l’obiettivo è invece quello di cercare e segnalare espressioni teatrali innovative, autentiche e capaci di lasciare un segno, ci fermiamo a questo resoconto.
(11 novembre 2016)
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