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Nogu Teatro: “Il Folle e Il Divino”, ancora più divertente

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All’inizio era il nulla. Nero. Silenzio. Nessun orizzonte, nessuna direzione. Soltanto il buio. Ancora prima della materia. Prima dell’uomo. Delle montagne, dei laghi e anche dei pianeti. Nel profondo deserto del nulla una sola presenza: gli DEI, immortali, costretti a vivere eternamente in un continuo stato di Noia. Bisognava trovare qualcosa da fare: le galassie? Fatto. La terra, l’umanità? Creati. Cos’altro inventare per non annoiarsi? Fu così che diventammo il bersaglio preferito dei loro scherzi. Tra tutte, la folle vicenda di Edipo rappresenta una delle burle divine più magnificamente riuscite. Gli dèi si prendono la briga di raccontarci di persona come sono andati veramente i fatti.

Così la presentazione dello spettacolo scritto e diretto da Cristiano Vaccaro che abbiamo rivisto lo scorso 2 ottobre al Teatro di Documenti di Roma, in chiusura della Open Week di Nogu Teatro che ha visto in una settimana di laboratori e spettacoli avvicendarsi docenti e studenti di recitazione nel bellissimo spazio di via Nicola Zabaglia. Abbiamo incontrato questo spettacolo di Nogu Teatro in una edizione del festival romano che doveva cambiare la storia del teatro nazionale, e ci ha subito entusiasmati per la sua straordinaria ironia e per l’ottimo impasto ritmico che si viveva in scena.

Ilaria Manocchio, Stefania Capece, Cristiano Vaccaro, Alèksandros Memetaj, Valerio Riondino, Agnese Lorenzini, Antonietta D’Angelo rivivono con il pubblico il bellissimo testo di Vaccaro, intelligente, ironico, che nulla toglie all’originale di Edipo al quale si ispira niente affatto liberamente. Alcuni ammiccamenti al pubblico degli attori, che sembrano volerli coinvolgere più di quanto il loro ruolo di spettatori consenta, sono assai funzionali alla messa in scena. Il nuovo cast regala una nuova freschezza al lavoro: tutti gli attori in scena sono bravissimi, ma ci sia consentita la sottolineatura della caratterizzazione di Tiresia da parte di Cristiano Vaccaro, che è assolutamente esilarante.

“Il Folle e Il Divino” è uno spettacolo che va visto, e andrebbe visto soprattutto dai tanti – troppi – presuntuosi teatranti che parlano e vaneggiano di produzioni milionarie, incapaci di percepire il tearo che si nasconde in ogni piccola sala. Basterebbe solo vedere dov’è.

 

 

 

 

 

(4 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

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