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Smoking Rooms, la danza in un crepuscolo d’estate

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L’Arena del Teatro India di Roma si riempie di musica e danza in un crepuscolo di luglio. Merito del Fuori Programma Festival, un progetto di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il contributo di Ministero della CulturaRegione Lazio e Residenze Artistiche. Nell’anno del Mediterraneo, il Festival celebra il corpo e lo spazio che occupa, spazio danzante animato dal respiro comune, nucleo di culture, storie, immaginari e sogni.

Nel fitto calendario fino al 10 luglio, lo spettacolo Smoking Rooms di Michele Di Stefano, dove i corpi di sei performer entrano ed escono dalla scena in flusso continuo. La danza è preceduta da una riflessione letta/recitata sull’alienazione dei luoghi che rischiano di rinchiudere gli esseri umani in gabbie escludenti. Come il caso di un grattacielo di trentasei piani in una metropoli brasiliana, fornito di bar, palestra, piscina, tintoria, insomma di tutte le attività necessarie perché un abitante di quell’edificio non abbia più la necessità di uscire e di entrare in contatto con il mondo esterno. Lo spazio fuori va impoverendosi, va trasformandosi inevitabilmente, occupato da altri corpi come monadi solitarie, quelle dei rider che annullano la loro umanità per consegnare pizze ad altri uomini impigriti da una vita che per loro non produce più stimoli.

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Allora, eccoli i corpi dei performer a danzare al ritmo di vibrazioni sonore che sembrano riferirsi ai limiti udibili dell’ultra e infrasuono, processando basse ed alte frequenze. Si muovono nell’incertezza, prima in solitudine scomposta, vicini ma evitanti, poi il ritmo diventa più incalzante e i performer creano un gruppo fluido, essenze mosse da correnti d’aria o d’acqua, meduse o alghe che occupano ogni angolo dello spazio scenico per affermare il diritto di esistere. La coreografia sottolinea un dissolvimento delle identità, un’invisibilità di partenza, che grazie a tutto il repertorio tecnico della danza rinasce con nuove forme e in nuovi ecosistemi più compatibili.

Nell’intreccio dei corpi conquista il centro del palco il rider nella sua solitudine, apre lo zaino da dove estrae un cartone di pizza che addenta affamato. La danza si ferma, in attesa che qualcosa accada, ma il rider ripone la pizza, indossa il fardello pesante ed esce di scena. I corpi riprendono il movimento, lasciano scomparire ciò̀ che siamo per concentrarsi su ciò̀ che diveniamo. Ancora il flusso in continuo mutamento.

Perché il titolo Smoking Rooms? Perché in quell’alienante grattacielo di Sao Paulo manca qualcosa, proprio un’area fumatori, la smoking room del titolo. Dimenticanza o volontà? In ogni caso, una falla che costringe chi abita i piani immensi dell’edificio a uscire, a vivere, a non sottostare al progetto soffocante delle metropoli.

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Smoking Rooms
Con:
Biagio Caravano, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Flora Orciari, Laura Scarpini, Francesca Ugolini
Coreografia: Michele Di Stefano
Musica originale: Lorenzo Bianchi Hoesch
Musica non originale: da R.Strauss, Vier Lezte Lieder -Im Abendrot
Disegno luci: Giulia Broggi
Management: Carlotta Garlanda con Silvia Parlani
Distribuzione: Jean François Mathieu
Media: Simona Tedeschini
Co-produzione: mk / KLm 2026, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Con il supporto di: Bassano Operaestate e Triennale Milano
Con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro, Cango Cantieri Goldonetta Firenze
Con il contributo di Regione Lazio e Ministero della Cultura

 

Visto per voi al Teatro India di Roma l’8 luglio 2026.

 

(09 luglio 2026)

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