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A Teatri di Vita Massimo Verdastro è Sandro Penna #Inscena 16, 17 e 18 dicembre

di Gaiaitalia.com

 

 

Una delle voce poetiche più limpide della letteratura italiana: è Sandro Penna, che rivive a teatro grazie a Massimo Verdastro. “Sandro Penna una quieta follia” è il titolo dello spettacolo scritto da Elio Pecora, poeta e amico di Penna, e diretto da Verdastro, che è in scena insieme a Giuseppe Sangiorgi. Lo spettacolo, prodotto da Compagnia Diaghilev in collaborazione con la Compagnia Massimo Verdastro, è in scena a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), dal 16 al 18 dicembre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17). Musiche originali di Riccardo Vaglini.

E domenica, dopo lo spettacolo, è previsto un incontro con la compagnia, condotto da Marco Antonio Bazzocchi.

“Felice chi è diverso / essendo egli diverso, / ma guai a chi è diverso / essendo egli comune”: i versi di Sandro Penna testimoniano una delle voci poetiche più pure del 900 italiano. Nato 110 anni fa a Perugia e morto a Roma nel 1977, Penna è stato un punto di riferimento per i poeti, ma soprattutto per i lettori che si sono riconosciuti nella profonda leggerezza dei suoi versi e in chi ha apprezzato, dietro la pudica semplicità, la potenza di uno spirito inquieto e controcorrente, che in nome di un’omosessualità solare e gioiosa ha raccontato il suo struggente amore per i ragazzi. A Penna è dedicato questo spettacolo in cui Massimo Verdastro dà corpo e voce al poeta, grazie a un testo scritto appositamente da Elio Pecora (poeta, amico e massimo esperto di Penna): una sorta di spartito musicale, in una lingua molto prossima alla poesia, ma veloce e chiara, che accoglie in sé i versi, le prose e alcuni frammenti dei diari inediti. E’ un Sandro Penna insonne, quello che ci accoglie in scena, che si racconta e rivela e, mentre riflette e confida le fonti e le ragioni della sua opera poetica, descrive le sue giornate e il tempo che ha traversato: l’infanzia difficile, gli anni del fascismo, la guerra, il secondo dopoguerra, la sua intera esistenza fatta di inquietudini e di stupori, le sue frequentazioni e amicizie con Montale, Saba, Pasolini e Morante, e l’amore intravisto, inseguito e negato.

 

 

 

(12 dicembre 2016)

 

 

 

 

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