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Teatri di Vita Bologna #Inscena “Sister’s” di Andrea Dellai in prima nazionale: dall’11 al 13 novembre

foto: Emanuele Grilli

foto: Emanuele Grilli

di Gaiaitalia.com

 

 

 

Un fratello e una sorella in una squallida stazione di servizio del Nord Est, quand’ecco che la Madonna appare nel frigorifero imponendo al fratello di diventare suora. Una storia bizzarra di miraggi surreali, in uno scenario evocativo, per uno spettacolo curioso, amaro e divertente: “Sister(s)”, scritto da Andrea Dellai, diretto da Tommaso Franchin e realizzato da exvUoto teatro, che debutta in prima assoluta a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), dall’11 al 13 novembre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17). In scena sono lo stesso Andrea Dellai, con Giulio Morittu e Laura Serena.

Scenografie e costumi di Paola Ghiano con la consulenza artistica di Eleonora Rossi; accessori di Martina Pretto; sonorizzazione di Marco Campana; collaborazione di Emanuele Aldrovandi e Sandro Busolo.

Lo spettacolo, vincitore del bando del Progetto CURA, è realizzato in residenza presso Teatri di Vita, in collaborazione con Residenza IDRA, nell’ambito del progetto interregionale di Residenze Artistiche realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Produzione exvUoto teatro, con il sostegno di Dedalofurioso.

Una zona remota. Una stazione di benzina. Pochissime automobili. Molto caldo. Qualche carovana di indiani (a volte). A gestire la stazione di rifornimento sono in due, un fratello e una sorella: un microscopico universo “maschio” dove trastullarsi per troppe ore e lunghi silenzi. Un mondo fatto su misura. Una civiltà bombardata di slogan, in stato confusionario e razzista. E finalmente un giorno, alla stazione di benzina, giunge, dopo tanti anni di fatica e sudore, un frigorifero nuovo di zecca. Niente più carne andata a male. Niente più mosche sulle bistecche. Lo porta il camion di indiani, naturalmente. Quindi, nel racconto ci sono un maschio, una femmina, un frigorifero. E qualche auto (a volte). E una comitiva di indiani. Ma come in tutte le storie che si rispettino deve succedere qualcosa. Qualcosa di più, intendo. E qualcosa accade. Lui apre il frigorifero e vi trova chiusa dentro la Madonna. Forse in fuga dalla città, non si sa. Forse in crociera. Boh. Fatto sta che gli dà una notizia importante. Da un frigorifero, sì: forse non è il massimo, ma così è la storia, che ci volete fare. E non è finita: lui dovrà farsi suora. Sì, avete capito bene. Con velo, tunica e sandali: tutto compreso, tutto incluso. Nostra Signora dell’Errore ha colpito e affondato. Come affrontare l’accaduto? Ci si può sottrarre ad una proposta del genere?

SISTER(s) è un inno alla libertà individuale, senza ma e senza se. È un inno ai legami che ci uniscono e che non oppongono domande. È una vicenda tanto più assurda quanto più crudelmente vera. Tanto più distaccata dalla realtà quanto più scolpita nell’anima di ciascuno. È una storia. Stop. Le cose accadono, punto e basta. Chi non si adatta è perduto. E ci piace che sia così.

 

 

 

 

(6 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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