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La Piccola Compagnia Dammacco ospite di Teatri di Vetro #Inscena a Roma

foto: Jan Chmelik

foto: Jan Chmelik

di Redazione

 

 

 

 

Due gli spettacoli che la Piccola Compagnia Dammacco presenta alla decima edizione di Teatri di Vetro, festival delle arti sceniche contemporanee: “L’inferno e la fanciulla” in scena a Carrozzerie_n.o.t. venerdì 16 settembre (ore 22.30) e “Esilio” in scena alla Centrale Preneste giovedì 29 settembre (ore 21).

Selezionato al Premio In-Box Blu 2016, è “L’inferno e la fanciulla” (Carrozzerie_n.o.t. venerdì 16 settembre ore 22.30), un monologo con drammaturgia originale composta da Mariano Dammacco (che ne firma anche la regia), insieme all’interprete Serena Balivo, a partire da uno studio condotto dall’attrice che nel 2011 le valse la vittoria al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro.

Serena Balivo, che in scena interpreta una surreale bambina, la fanciulla, conduce gli spettatori in un suo ‘personale’ viaggio all’inferno: un viaggio alla ricerca di una propria dimensione di adulto. Gli spettatori assistono al confronto della fanciulla con le aspettative e le speranze riguardo la sua vita, con le difficoltà e le delusioni legate alla ricerca di qualcuno che le sia affine. E ancora, la fanciulla conoscerà la paura e l’insofferenza per l’autorità e scoprirà di essere capace di sentimenti negativi quali la rabbia o la misantropia. Il tutto attraverso i linguaggi dell’allegoria e dell’umorismo, affiancati da una lingua altra, poetica.

Si parlerà dello spettacolo, in un fuori programma del Festival, alla presentazione del libro “L’inferno e la fanciulla”, venerdì 16 settembre alle ore 19, sempre alle Carrozzerie n.o.t., alla presenza del regista Mariano Dammacco, autore del libro insieme all’attrice Serena Balivo, di Roberta Nicolai, direttrice artistica del Festival, in una conversazione curata dal critico teatrale Andrea Porcheddu.

Pubblicato da L’arboreto Edizioni di Mondaino, (direzione di Fabio Biondi e coordinamento di Simonetta Piscaglia) nella collana Il giardino salvatico, il libro di Serena Balivo e Mariano Dammacco si apre con una conversazione intitolata “Chiamatemi Cenere. Chiacchiere a uso del lettore” tra i due autori e Gerardo Guccini, studioso di teatro (Università di Bologna), in cui si racconta della drammaturgia originale e dello spettacolo, e anche del suo rapporto con la “Trilogia della fine del mondo”. Alla conversazione, segue la versione integrale del testo corredato da illustrazioni originali di Stella Monesi.

Secondo passo della “Trilogia della Fine del Mondo” è la nuova creazione della Compagnia: “Esilio” in scena alla Centrale Preneste giovedì 29 settembre alle ore 21 che vede in scena Serena Balivo e Mariano Dammacco.

È la storia di un uomo come tanti al giorno d’oggi, “Esilio”, un uomo che ha perso il suo lavoro e che, insieme al lavoro, perde gradualmente un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità, fino a sentirsi abbandonato e solo seppure all’interno della sua città, fino a sentirsi finalmente costretto a chiedersi come e perché è finito in tale situazione. E così gli spettatori possono partecipare al goffo e grottesco tentativo di quest’uomo di venire a capo della situazione dialogando con se stesso, con la sua coscienza forse, con la sua anima o magari con le sue ossessioni.

Lo spettacolo, con drammaturgia originale e centrato sul lavoro d’attore, vuole offrire una riflessione sul nostro presente e creare una sorta di memoria dell’oggi. I linguaggi scelti sono quelli del surrealismo e dell’umorismo perché lo spettacolo possa offrire a ogni spettatore visioni della vita di tutti noi in una forma trasfigurata che ne evidenzi le contraddizioni e suggerisca qualche interrogativo su questo nostro modo di vivere.

 

 

 

(13 settembre 2016)

 

 

 

 

 

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