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Waterkind: quando la dilatazione del movimento rivela il lato nascosto della danza

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Pensata per due performer che non si toccano per tutta la durata della coreografia Waterkind del duo svedese Land Before Time, formato da Joanna Holewa Chrona e Yared Tilahun Cederlund, dilata i movimenti coreutici restituendo uno sguardo profondo sugli elementi costitutivi della danza.

Dopo aver occupato lo spazio coreutico, nel quale il pubblico fronteggia tutti e quattro i lati del palco,   danzatore e danzatrice si mettono in movimento, lui più ieratico, lei più decisa nei movimenti. Usano molto le braccia in seconda posizione, spesso con gli avambracci sollevati in un gesto quasi ecumenico. La relazione tra danzatore e danzatrice, pur non toccandosi mai, passa da momenti di distanza ravvicinata, nei quali la diversa postura dei loro corpi costruisce una forma plastica dinamica e coesa, a momenti di totale allontanamento durante i quali si dispongono su lati diversi del palcoscenico perdendo il contatto visivo.
Subito dopo aver stabilito questa articolata composizione della loro prossemica, Chrona e  Cederlund  rallentano la dinamica dei passi di danza, come in un  ralentì alla moviola, restituendo nei movimenti  così dilatati tutta la dinamica e quei dettagli che, a velocità normale, se possiamo esprimerci così, solitamente non si nota.
Una coreografia notevole sia dal punto di vista performativo, chiedendo a Chrona e Cederlund  un expertise nel micro-movimento del corpo, sia dal punto di vista coreutico,  i cui movimenti vanno coordinati anche quando danzatore e danzatrice non sono tra di loro in vista, rivolgendosi a diversi lati del palco pur mantenendo una coordinazione nel movimento.
Questa sgranatura del gesto, capace di mostrare il lato nascosto e recondito del movimento quando questo viene rallentato, diventa la coordinata stilistica e concettuale che si dipana per tutta la durata della coreografia.

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In questa dimensione sospesa, Chrona e Cederlund tentano di stabilire una connessione profonda, ricercando una grammatica emotiva prima ancora che coreutica. Una ricerca che si sviluppa su binari differenti, quasi antitetici: se nei movimenti di Cederlund  si avverte la solennità ieratica e continua del flusso acquatico, il corpo di Chrona risponde con un moto più nervoso e agitato, letteralmente scosso dal fremito delle correnti e dagli accenti del popping.

La connessione cercata, non si traduce mai in un vero e proprio dialogo coreuico. Si fa, piuttosto, una conversazione alternata, un fitto scambio a distanza che a tratti sembra smarrire il focus della comunicazione,  quando i due interpreti deviano per la tangente di un movimento più orientato verso il pubblico che verso l’altro, l’altra e che invece dimostrano un forte legame anche se due entità distinte Più che interagire tra loro Chrona e Cederling scelgono di ribadire reciprocamente la propria presenza, dimostrando come l’energia sottile e la reattività possano colmare la distanza anche quando la danza non sa – o deliberatamente non vuole – sfociare nel contatto fisico.
Ecco che una privazione scelta come punto di partenza drammaturgica della coreografia diventa cifra stilistica di un intero mondo evocato da Chrona e Cederlund che ipnotizzano il pubblico con una capacità espressiva del proprio corpo che non ha eguali.

Waterkind
Coreografia: Joanna Holewa Chrona & Yared Tilahun Cederlund
Ballerini: Joanna Holewa Chrona, Yared Tilahun Cederlund
Musica: Yared Tilahun Cederlund
Voce: Ntsika Fana Ngxanga
Produttori: Land Before Time
Distribuzione: Nordberg Movement
Con il sostegno di: Konstnärsnämnden, Regione Skåne, Norrlandsoperan e Kulturrådet, Dalateatern

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(12 luglio 2026)

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