Un monologo intenso, una prova d’attrice convincente. Anna Della Rosa porta in scena al Teatro Vascello di Roma Orlando, dal romanzo di Virginia Woolf e dal carteggio tra l’autrice inglese e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli), per la regia di Andrea De Rosa.
L’attenzione è già catturata all’ingresso in sala da un grande tronco di quercia senza chioma, che occupa l’intero spazio scenico; ai piedi un soffice prato verde e Orlando, spalle al tronco, che attende il pubblico con aria trasognata.
Il 9 ottobre 1927 Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae, accettando di diventare oggetto, musa, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna.
Siamo nel XVI secolo, Orlando nasce uomo, attraversa ben quattro secoli durante i quali misteriosamente transita dal genere maschile a quello femminile. Essere umano febbrile, votato alla passione e all’amore bruciante con un’energia inesauribile che Anna Della Rosa restituisce con i suoi perenni spostamenti da un angolo all’altro del palco, con una recitazione graffiante, molto brava a passare tra i registri della calma e della rabbia, dello spaesamento alla disperazione, personaggio alla ricerca perpetua del godimento, della libertà, del piacere contro ogni modello patriarcale dell’epoca.
Lo spettacolo è un atto d’amore verso il romanzo della scrittrice inglese e verso la letteratura tutta, con la felice intuizione di interlacciare il libro alle lettere di Virginia Woolf alla sua amata Vita. Un inno alla vitalità di Orlando, che invita tutti noi a superare gli schemi mentali di un mondo costruito sul rigido binarismo maschile – femminile.
Mentre Virginia Woolf – Orlando ricorda alla sua amata di continuarle a scrivere a mezzanotte, l’ora in cui il cuore di Vita è più propenso a mostrare la sua vera natura, dall’alto della quercia cadono fogli bianchi in attesa di essere scritti, si adagiano sul prato per essere riempiti di quelle parole difficili da pronunciare, la difficoltà di esprimere la vita, ma anche la natura nella quale Orlando è immerso e che fogli sempre più numerosi, in un effetto scenico molto coinvolgente, invitano a descrivere, a mettere nero su bianco che cosa sia veramente la bellezza.
Il protagonista del romanzo è nominato ambasciatore a Istanbul, vive nel famoso quartiere Pera dove le strade si affacciano sul Bosforo. Addormentatosi per sette giorni consecutivi, si risveglia nel corpo di donna. L’identità dunque è un fantasma, qualcosa di impalpabile, un rifugio che noi esseri umani ci costruiamo per ripararci dalle differenze, ma che la monumentalità delle parole di un romanzo e di lettere d’amore smantellano angolo dopo angolo. “Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore?”, l’interrogativo che sta alla base della drammaturgia di Fabrizio Sinisi. “Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita”, spiega Sinisi.
Quando verso la fine del monologo vediamo il viso di Anna Della Rosa stravolto dalla fatica della passione, siamo ormai certi che lo spettacolo abbia raggiunto il bersaglio. Il connubio tra vita, letteratura, parole, natura è compiuto. Partono gli applausi, dieci minuti di ringraziamenti per un lavoro da non perdere.
ORLANDO
Andrea De Rosa / Fabrizio Sinisi / Anna Della Rosa / Virginia Woolf
TPE Teatro Astra
dal romanzo di Virginia Woolf
e dal carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli)
drammaturgia Fabrizio Sinisi
traduzione Nadia Fusini
regia Andrea De Rosa
con Anna Della Rosa (Premio Hystrio all’Interpretazione 2025)
scene Giuseppe Stellato
luci Pasquale Mari
suono G.U.P. Alcaro
costumi Ilaria Ariemme
aiuto regia Paolo Costantini
musica di scena Sinfonia n.6 (Patetica) di Čajkovskij
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
Visto per voi al Teatro Vascello di Roma il 3 marzo 2026.
(4 marzo 2026)
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