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“Salvami mostro”, corrosivo e feroce con genio

di Ennio Trinelli

Torno ora dallo spettacolo di Lorenzo Balducci “Salvami mostro”presentato a Teatri di Vita di Bologna l’11 e 12 ottobre. Uno spettacolo che va visto perché descriverlo è molto difficile. Se siete abituati, ad esempio, al Lorenzo Balducci formato Instagram, sappiate che vedrete qualcosa di difficilmente instagrammabile, perché al Balducci attore e performer che conosciamo, quello da più di 300mila followers sul suo profilo, si aggiunge il Balducci autore di un testo profondo, pregnante, niente affatto superficiale, scritto magnificamente e con irriverente spirito iconoclasta, che mette alla berlina la normality e i suoi virus, compresi gli stereotipi sulla madre, sul figlio maschio femminuccia e sulla figlia femmina (“L’ho fatta scema!”).

Frequenti le incursioni tra il pubblico trattato come materia di scena, ad arricchire il rapporto tra attore e platea.

Difficile anche solo ricordarsi una delle centinaia di battute fulminanti che saettavano per l’aere parte di un testo coraggioso, lucido, brutale nella sua franchezza, agghiacciante nella sua analisi sociale; mai battute inutili, ma tante, intelligenti e caustiche, ad estrarre Lorenzo Balducci dallo stereotipo del quello che vuole vedere solo il peggio delle donne.

Ed è proprio per allontanarmi dalla palude del dover citare un testo a tutti i costi che invece lettrici e lettori dovrebbero correre ad ascoltare in teatro, che desidero soffermarmi sul grande carattere attoriale di Lorenzo Balducci: una gestualità perfetta, mai banale, nonostante il controllo ferreo che l’attore-performer esercita sul corpo, fino all’ultimo muscolo; una sincronia altrettanto perfetta tra gesto e parola e tra gesto parola e voce; altrettanto perfettamente sincronizzato è il gioco tra Balducci e il video che gli scorre dietro creando alcuni siparietti esilaranti; la regia dello stesso Balducci è ottima, strafottente, ingenerosa con chi guarda.

Un regia che del pubblico se ne frega (ed è per questo che lo conquista).

E poi c’è la scoperta che non ti aspetti: Lorenzo Balducci è bello. E’ bello in scena ed è bello fuori. Ed è difficile credere che dentro quello scricciolo che saluta il pubblica con espressione dolce, quasi intimidito, si nasconda quella belva che si è appena divorata il palco in 90′ di spettacolo ad altissimo volume emotivo e sonoro, opimo di incontenibile carica corrosiva.

“Salvami mostro” è un un viaggio comico, grottesco e senza filtri nella mediocrità e ferocia dell’essere umano della nostra epoca. E nella sua spaventosa ignoranza. Ed è un’altra scommessa vinta delle belle genti di Teatri di Vita che hanno deciso di produrre lo spettacolo che alterna momenti esilaranti ad altri di inaspettata profondità, che emozionano.

In mezzo a tanto ben di dio nemmeno infastidisce troppo la signora alla mia sinistra che apriva il cellulare ogni dieci minuti per controllare l’ora – si capisce la necessità, ma un po’ di rispetto per chi sta vicino sarebbe necessario (sì signora, sono quello che stava alla sua destra e ho tossito tre volte), soprattutto in un luogo – e durante uno spettacolo – che del rispetto hanno fatto materia di scena regalando un bel pomeriggio.

Se non si fosse irrispettosi verso il Teatro che ci ha ospitati le si consiglierebbe di stare a casa, la prossima volta, ma siccome non lo pensiamo se lo state leggendo sappiate che non l’abbiamo scritto noi.

Consigliamo (e consigliate) “Salvami mostro”. Imprescindibile conoscere il talento di Lorenzo Balducci. #Vistipervoi a Teatri di Vita, Bologna, il 12 ottobre 2025.

 

(12 ottobre 2025)

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