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“La Fuga di Pitagora” #Inscena all’Accademia Popolare dell’Antimafia il 23 gennaio

di Redazione #Roma twitter@GaiaitaliaRoma #Inscena

 

Uomo illustre consegnato alla storia, immigrato dall’Isola di Samo a Crotone, Pitagora è il protagonista del primo appuntamento di III Atto – Resistenza: la nuova intensa stagione del teatro di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti di Roma, al via il giovedì 23 gennaio, alle ore 20:30, negli spazi dell’IIS Enzo Ferrari di Via Contardo Ferrini 83, con l’anteprima nazionale de “La fuga di Pitagora lungo il percorso del sole”.

“Una terra promettente che non mi chiamasse schiavo che non mi chiamasse straniero” recita il testo di Marcello Walter Bruno, dal quale risalta l’attualità del personaggio, che la regia e l’interpretazione di Ernesto Orrico, accompagnate sulla scena dalla musica di Massimo Garritano e dalle visioni di Raffaele Cimino vogliono porgere all’attenzione del pubblico del terzo millennio. Solo un attimo fa Crotone era New York. Seguendo il percorso del sole, la Grecia fondava la Magna Grecia come un giorno l’Europa fonderà l’America. E l’immigrato Pitagora, che giunge a Crotone dall’isola di Samo dopo un percorso iniziatico nei luoghi della scienza e della magia, è il simbolo di un cosmopolitismo che segna fin dall’epoca presocratica i destini della civiltà occidentale.

Il pacifismo di Pitagora oscilla fra vegetarianesimo (inventore infatti del minestrone come elogio del meltin-pot) e animalismo (conseguenza della credenza nella metempsicosi, la trasmigrazione delle anime). L’assunto che tutto è numero, che ha conseguenze mistiche che vanno oltre la tavola pitagorica e il teorema di Pitagora, è l’antesignano di tutto ilnostro mondo digitalizzato. L’invenzione dello “specchio di Pitagora” con cui scrivere messaggi sulla superficie lunare, leggenda scientifica di cui Baltrušaitis ci racconta la persistenza fino a secoli recenti, si è realizzata nei satelliti per telecomunicazioni. L’inascoltata “armonia dei mondi”, dove l’intero universo (kosmos e non più kaos) produce musica, riemerge nella registrazione sonora degli anelli di Saturno (e forse nell’intera teoria delle stringhe).

Dalle migrazioni al rapporto tra intellighenzia e potere politico e tra elitismo della scienza e populismo della democrazia, La fuga di Pitagora è  materia antica che parla allo spettatore di contemporaneità mediterranea.

Di questi e altri temi parla anche il primo AperinScena di AP Teatro “La pace prima della guerra”: l’aperitivo pre-teatro, novità assoluta della stagione 2020 di AP, che vedrà ospite il fondatore di Sbilanciamoci e Collettiva, Giulio Marcon. L’appuntamento, alle ore 19:30, nel foyer del teatro (la biblioteca), sarà dunque l’occasione per bere un buon bicchiere di vino e discutere con uno dei più importanti esponenti del movimento pacifista italiano, in un momento di grandi tensioni internazionali e in cui tornano a spirare venti di guerra.

 

(21 gennaio 2020)

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