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Sonate Bach di Virgilio Sieni apre Scintille La stagione danza 2026 di Orbita Spellboud

Per lo spettacolo di apertura di Scintille la nuova stagione danza di “Orbita Spellbound” (qui il programma completo) Virgilio Sieni ripropone Sonate Bach il lavoro nato nel 2006 che, tramite 11 coreografie, rivisitava gli effetti delle guerre sparse per il pianeta sulla popolazione civile.

Uno spettacolo dolorosamente attuale che dimostra l’urgenza  di un problema sistemico che ormai fa dei conflitti bellici uno scenario la cui più alta percentuale di persone coinvolte sono uomini, donne, bambini e bambine, civili inermi senza tutele e diritti.

Le 11 coreografie, concepite una per ognuno degli 11 brani che compongono tre sonate di Bach si rifanno ad altrettanti scenari accaduti nei conflitti recenti: Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Bentalha, Kabul.

Sieni ha selezionato centinaia di fotografie tratte dagli archivi dei reporter di guerra che sono diventate le imagini di riferimento per scrivere un partitura coreografica che tenti una riscrittura di quelle immagini per restituire la dignità dei corpi che, come ha sottolineato Susan Sontag nel 2003, nel saggio Davanti al dolore degli altri quando appartengono a persone di paesi lontani o del Terzo Mondo sono spesso usate dalla società dello spettacolo in modo crudo e in maniera anonima,  trasformando quelle persone in simboli generici di sofferenza piuttosto che in individui con una storia.
Sieni attraverso il gesto trasforma quelle immagini di sfacelo in una coreografia che cerca un approccio irrisolvibile all’orrore. Le 11 coreografie si susseguono come ballate che, mentre presentano una coreografia evocata da un complesso di immagini, costituiscono anche un omaggio alla memoria indicando momenti precisi che hanno cambiato per sempre la vita delle popolazioni cicivli colpite e dunque anche tutte le nostre.

Lo sviluppo coreutico mantiene sempre riconoscibile  il gesto, la posa, la disperazione di un corpo, di una persona, una madre, il corpo riverso di un figlio, di un marito o di un padre, la solidarietà civile che sostiene, recupera, eleva i corpi e i cadaveri delle persone colpite dal conflitto. La danza non è mai fine a se stessa ma  entra sempre in sinergia con i materiali fotografici da i quali prende la sua forma. La ricerca non è rivolta al  nitore normale del movimento o della composizione plastica di un gruppo in movimento ma a una complessa interfaccia tra il pubblico che assiste allo spettacolo e gli eventi bellici evocati, inchiodando il pubblico alla propria responsabilità etica.
Come scrive Sontag nel saggio citato, guardare immagini di dolore  ci pone in una posizione di sicurezza creando una  barriera tra noi, il  pubblico che rimane al sicuro  e loro, il bersaglio tra la popolazione civile dei confitti bellici.
Sontag invita a chiederci quale sia la nostra responsabilità nel privilegio di poter guardare queste immagini senza correre rischi.
Le coreografie non cercano di restituire l’orrore delle guerre tramite una energia coreutica che richiede sforzo, energia, forza.
Danzatori e danzatrici sono un simulacro di memorie di copri,  i movimenti non si basano sul gesto atletico ma scaturiscono dall’esigenza di rispondere a un peso. Nelle coreografe vediamo corpi cadere, o posti in equilibrio precario, corpi che si sostengono a vicenda che tentano di rialzarsi.
Questo  non vuol dire che i movimenti coreografici siano facili da eseguire o non richiedano precisione o grandi doti fisiche. Manca l’ostentazione o la visibilità atletica della performance, resta tutto sotto pelle, a favore della lievità del gesto.
La bravura del e delle interpreti rimane altissima così come ll loro expertise coreutico e tecnico.
Le coreografie si susseguono senza soluzione di continuità, mentre sulla parete di quinta si alternano date e luoghi cui le singole coreografie fanno riferimento.
Una coreografia perfetta, una ripresa tragicamente attuale, una grandissima apertura per Scintille un cartellone che promette molte sorprese.

Non vediamo l’ora di raccontarvele.

Sonate Bach

Coreografia e regia Virgilio Sieni
Interpreti Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni
Musica Johann Sebastian Bach Tre Sonate per viola e pianoforte (BWV 1027, 1028, 1029)
Costumi Marysol Maria Gabriel
Luci Andrea Narese, Virgilio Sieni
Direzione tecnica Marco Cassini
Produzione Centro di Produzione della Danza CANGO / Firenze
Con il sostegno del Ministero della Cultura, Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze
In collaborazione con RED Festival Reggio Emilia Danza, Festival Chiassodanza

Visto per voi al teatro Ambra Jiovinelli il 19 gennaio 2026

(24 gennaio 2026)

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