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Captain Who: quando un musicologo e compositore polacco reinventa Purcell e la cultura marinaresca dell’epoca

Lo scorso febbraio, mentre passeggiavo lungo il porto di Hel, mi è tornata in mente una ninna nanna inglese che avevo composto durante gli studi. Ho pensato che sarebbe stata una buona idea scriverne il testo in inglese e arrangiarla per voce, violino e viola da gamba. Ho chiamato spontaneamente il mio caro amico, il professor Paweł Jędrzejko, che (…)  ha accettato di scrivere il testo della mia ballata. È così che è nata “Whisky”: una scena in una vecchia taverna con un barista e un gruppo di marinai.
(Wojciech Stępień)

Wojciech Stępień è un compositore e musicologo polacco del quale, grazie a una collaborazione tra il Teatro di Documenti l’Istituto Polacco di Roma e l’Istituto Adam Mickiewicz, abbiamo potuto assistere a Captain Who una “semi-opera shanty” ispirata allo stile del compositore seicentesco Henry Purcell come si può leggere sul sito dell’Istituto Polacco di Roma.
Che vuol dire semi-opera Shanty?
Shanty si riferisce al canto di lavoro tradizionale dei marinai irlandesi e scozzesi (Sea Shanty) che serviva a coordinare varie azioni come tirare le corde o issare le vele, caratterizzato da melodie semplici.
Qual è il collegamento tra la musica marinaresca irlandese e scozzese e un compositore polacco?  Ce lo spiega Wojciech Stępień stesso nel blog del suo sito.
Ho navigato intorno alle Isole Canarie occidentali su un piccolo yacht, “vomitando come un gatto” e chiedendomi come avrei potuto teletrasportarmi a terra. Sentivo davvero l’oceano minaccioso e misterioso, ma anche un ronzio costante nella mia testa che è continuato per una settimana dopo il mio ritorno a Katowice. Così è nato Captain Who.
La crociera mi ha ricordato la mia antica passione per la musica dal vivo nei pub di Dublino, così come l’atmosfera cupa di Edimburgo con le sue sfrenate danze scozzesi. (…).  Ho deciso che Captain Who sarebbe stato composto da vivaci concerti, correnti e danze scozzesi, intervallate da canzoni  inglesi, culminando in una “Chaconne nello stile di Mr. H. Purcell”, basata sull’irlandese “Parting Glass”.
Una chaconne (Ciacona, in italiano) è una forma musicale barocca di origini spagnole caratterizzata da variazioni musicali su un basso ostinato.
In queste stratificazioni musicali, nei riferimenti a Purcell, alla Ciacona, alla Giga (stanza popolare irlandese dal ritmo molto veloce) entriamo in contatto con lo spessore culturale di questa semi-opera, termine che indica il genere teatrale inglese del tardo XVII secolo nel quale il dramma parlato si fonde con canti, danze e madrigali.
Captain Who è ambientato in una vecchia taverna di pescatori, tra l’odore di whisky single malt e marinai sudati. I personaggi sono il capitano, una prostituta di porto, un mozzo e il mare. Ma lasciamo ancora la parola al suo autore.
Captain Who è un eterno viaggiatore, disposto a sacrificare la propria vita in nome di Dio e del Re, ma paga un prezzo altissimo per questo. È “insonne per sempre” [Captain’s Sarabande]. Durante uno dei suoi viaggi, mentre combatteva una battaglia contro i corsari francesi, la sua nave bruciò, ma lui sopravvisse miracolosamente. E poi Lei apparve nella sua vita: una bellissima donna francese che, come lui stesso dice, “salvò la sua anima sofferente e lo condusse in Paradiso”. Gli diede una figlia, che il destino trattò crudelmente. Divenne una prostituta portuale che vendette il suo corpo ai marinai in una lurida taverna [Whore’s Swing]. Il capitano riesce a rivelare la sua natura delicata e tenera solo a lei, cantandole una romantica ninna nanna [Captain’s Lullaby]. “Come gli oceani profondi, lascia che ti culli fino al sonno con una dolce ninna nanna”. Per gli altri, è minaccioso e inaccessibile, non mostra emozioni, non ha amici e rimane solo. Sebbene si consideri un grande Noè, un grande Ulisse e un grande Magellano, è perso nel tempo.

Due strumenti (violino Jazz e viola da gamba Barocca) e le voci di  un baritono (il capitano), un mezzo soprano (la prostituta) e un controtenore (il ragazzo abusato)   e un coro maschile sono sufficienti a imbastire una storia che tra brani folk, contaminazioni jazz ed eredità barocche del miglior Purcell imbastiscono un racconto che descrive le dinamiche tossiche, purtroppo non solamente d’altri tempi, di un patriarcato dove bersaglio non sono solamente le donne ma anche i giovani.
La partitura originale prevede che a interpretare il giovane mozzo sia un controtenore  cioè un interprete maschile che he canta nel registro da  contralto (cioè nelle note più alte) nella messinscena vista al teatro di Documenti a interpretarlo era una vera voce femminile.
La messicana allestita al teatro di Documenti (per la regia di Sara R. Selim)  molto sobria e asciutta è caratterizzata da una esecuzione musicale impeccabile (diretta da Wojciech Stępień), dove i brani  in inglese (lingua del libretto originale di Paweł Jędrzejko) vengono eseguiti con una intensità travolgente.
L’avvicendarsi dei brani del libretto (che è stato dato al pubblico in una traduzione in italiano) è diverso da quello riportato nel libretto inglese consultabile sul sito di Wojciech Stępień.
I timidi movimenti scenici non sopperiscono alla mancanza di parti recitate (che mancano anche nel libretto inglese) rendendo questa semi-opera ancora più semi, ma circostanze, relazioni e personaggi risultano lo stesso molto chiari e strazianti.

Lo Swing  della prostituta (paga paga paga paga paga), la Canzone del ragazzo abusato e la Preghiera della libertà (nella quale prostituta e ragazzo abusato duettano) ci ricordano nei testi la potenza di denuncia di certo Brecht.
La partitura musicale sa oscillare tra tradizione barocca e improvvisazioni folk (e jazz) con una inventiva musicale ancor più strabiliante considerato l’organico ridotto  dal versante strumentale, che rende questa semi-opera una testimonianza importate della produzione musicale contemporanea polacca che raramente raggiunge i nostri teatri.
Captain Who è un’altra perla nella programmazione culturale di uno dei teatri più interessanti nel panorama off della capitale.

Captain Who
semi-opera marinaresca
musica: Wojciech Stępień
libretto: Paweł Jędrzejko
regia: Sara R. Selim
scenografia e costumi: Francesca Visocchi
con: Veronica Aracri, Giacomo Bala, Marco Ciardo, Vladimir Jindra, Martin Kurek, Chiara Latini, Alessio Neri
Mikołaj Kostka – violino jazz
Justyna Młynarczyk – viola da gamba
Wojciech Stępień – direttore musicale

 

Vista per voi al teatro di documenti di Roma il 10 dicembre 2025.

 

 

 

 

 

 

(22 dicembre 2025)

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