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Ubi Maior: il debutto teatrale di Leo Gassmann

L’occasione è importante il debutto teatrale di Leo Gassmann figlio d’arte che si è imposto con le proprie forze come cantante e cantautore e che ha già dimostrato d essere un bravo attore televisivo.
La prima sorpresa è stato proprio il testo, di Franco Bertini, firma conosciuta sia al cinema che in tv oltre che sul palcoscenico.
La commedia affronta alcuni temi della famiglia contemporanea italiana, dalla fragilità emotiva maschile (Giancarlo, giornalista e scrittore aggredito fisicamente su video, diventato virale) ai nuovi amori all’interno della famiglia (Lorena, moglie di Giancarlo, che ha una relazione segreta, così lei almeno crede, con la sua amica Siria).
Giancarlo e Lorena hanno un figlio, Tito, campione olimpico di scherma,  chiamato a casa dal padre che chiede di assisterlo in una vendetta a base di vernice contro automobile ai danni della persona che lo ha schiaffeggiato in video.
Le vendette private del padre non sono l’unico evento che coinvolgerà Tito in questo ritorno a casa: sua madre Lorena ha un debito di gioco contratto in un casino croato che deve estinguere. I 100 k di debito sono stati convertiti da Dragon, il proprietario del casinò, nella richiesta cortese di avere Tito come testimonial della sua impresa di olio pugliese…
Queste sono le coordinate di una commedia che rimane alla superficie delle cose senza per questo essere superficiale. Se i personaggi di Giancarlo e Siria (soprattuto) sono poco sviluppati prima ancora che a livello psicologico a livello di storia personale  (il profilo psicologico è abbastanza sui generis per ognuno di loro) Tito e Lorena hanno qualche notazione in più ma non è sul loro vissuto che la commedia va avanti.
Bertini rimane al bivio tra la commedia di equivoci (Lorena e la sua amante presunta segreta, mentre Giancarlo ha già scoperto tutto grazie ad alcune telecamere nascoste; le vere intenzioni di Dragon nei confronti di Tito) e commedia di sentimenti (i commenti di Giancarlo  che impazzisce all’idea che Lorena abbia un amante, sentimenti che si stemperano quando scopre che è una donna) senza calcare troppo la mano sui cliché, tranne la caratterizzazione di Dragon, sul limine del razzismo, più macchietta che personaggio vero e proprio, anche se Bertini non riesce a resistere alla battuta dell’uomo etero che sogna di fare sesso con due donne lesbiche, altrimenti senza cercare la risata tutti i costi.
A insistere sull’aspetto meramente comico ci sembra vada la regia di Lamanna che enfatizza situazioni e recitazione sopra le righe sacrificando alcuni risvolti seri che la commedia nasconde tra le sue pieghe narrative: il figlio dedito al successo, solare, ma anche lui con le sue ombre, che interviene per salvaguardare i genitori (in contratto con tanta cronaca nera degli ultimi decenni); l’amante paziente che attende da tempo che Lorena faccia coming out non per militanza ma per poter vivere alla luce del sole quel che le dinamiche familiari borghesi recludono nel segreto.
Ancora la pubblica umiliazione sui social che destabilizza Giancarlo, rendendolo un personaggio isterico,  la sessualizzazioe di Tito (vero tema nuovo della commedia) durante le riprese casalinghe dello spot da testimonial per Dragon,  tutti temi che la commedia sfiora e la regia di Lamanna si perde un po’ per strada.
Un registro meno parodistico e più realistico (per quanto il testo permette) avrebbe mostrato meglio i temi che, anche se solamente sfiorati, sono indubbiamente presenti nella commedia.
Esornativi ma godibili i velatini di quinta usati per mostrare (in trasparenza) cosa fanno i personaggi quando non sono presenti in scena; azzeccassimo l’audio del video dove Giancarlo viene schiaffeggiato ripetuto diverse volte durante tutta la commedia. Esilarante il collegamento online con Dragon (cliché dello slavo a parte) così come il finalissimo che vede Tito in short, unto di olio da Lorena, pronto a fare da ragazzo oggetto per aiutare la madre.
Ubi Maior ha il grandissimo pregio (oggi non così scontato) di essere una commedia per niente  volgare né ovvia, aggiornando ai temi contemporanei una tradizione del teatro italiano.
La sorpresa più grande è il debutto teatrale di Leo Gassmann la cui disinvoltura, la precisone della dizione e della postura, la naturalezza con cui si muove sul palco con Sabrina Knaflitz, Barbara Begala e Matteo Taranto, attrici e attore veterani della scena, apparendo come un attore ben rodato e tutt’altro che la debutto, rendono questa commedia godibilissima e inaspettata.

 

UBI MAIOR
di Franco Bertini
con Leo Gassmann Sabrina Knaflitz Barbara Begala e Matteo Taranto.
Aiuto Regia Augusto Casella
Scene Fabiana De Marco
Costumi Teresa Acone
Disegno Luci Pietro Sperduti
Musiche originali di Adriano Pennino
regia di ENRICO MARIA LAMANNA
produzione I due della città del sole

Visto per voi al teatro sala Umberto il 25 novembre 2025

(30 novembre 2025)

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