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“Vecchi tempi” di Harold Pinter #Inscena Teatri di Vita, Bologna dal 18 al 20 novembre

teatri-di-vita-17-vecchi-tempidi Redazione

 

 

 

 

 

 

Una sofisticata partita a tre sul filo di una memoria continuamente messa in crisi, fino a rivelare le falle in un rapporto di coppia: così Pippo di Marca affronta un testo classico di Harold Pinter, per il Florian Metateatro: “Vecchi tempi”, con Fabrizio Croci, Francesca Fava e Anna Paola Vellaccio.

Nel testo dello scrittore inglese, tradotto da Alessandra Serra, una coppia matura e una vecchia amica di lei, ritornata dal passato, danno vita a una sorta di classico triangolo borghese, che si trasforma in una resa dei ricordi.

Appuntamento a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), dal 18 al 20 novembre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17).

Domenica, dopo lo spettacolo, è previsto un incontro con la compagnia.

 

Un uomo e una donna vivono da soli in una casa solitaria vicino al mare e una sera aspettano a cena una vecchia amica di lei. Non si vedono da vent’anni, con l’uomo non si conoscono. Quando l’amica arriva si crea un triangolo apparentemente classico. In realtà è come se tutto il loro mondo, sia della coppia che dell’ospite, deflagrasse. Niente è più come prima, nessuna cosa o impressione o ricordo è certa: tutto è ambiguo, è come se la loro vita e i loro ricordi fossero inconsistenti, improbabili, addirittura irreali, cioè impossibili. E il finale è sospeso, come le loro vite, sospeso dalla stessa vita: un rebus che non ha conclusione.

Nascosta dietro l’apparenza di una innocente e realistica commedia, il testo offre uno scenario man mano diverso, in cui, attraverso l’uso del linguaggio, emerge tutta la drammaticità dell’incomunicabilità fra i personaggi. Pippo di Marca ha trattato il testo con uno sguardo indagatore, da filologo, scavando nel senso delle parole come un archeologo, fino a svelare la condensa di oscurità e di nevrosi che investe i personaggi, incapaci di condividere un ricordo in maniera oggettiva.

 

 

 

(13 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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