Una Parigi tra fine 800 e inizio 900, due poeti maledetti Paul Verlaine e Arthur Rimbaud, chiusi in una soffitta e nel loro amore solitario e scandaloso per l’epoca, quanto tenero e violento, fonte di dolore e pentimenti, sono al centro dello spettacolo La cerimonia dell’assenzio di Antonio Mocciola e Roberto Schena, con la regia di Giuseppe Brandi, in scena all’ OFF/OFF Theatre di Roma.
Una relazione turbolenta, la più famosa della letteratura francese, alimentata da sessioni di oppio e bagnata dalla cosiddetta fata verde, l’assenzio, il liquore, il veleno che irrora quell’unione vergognosa.
Paul Verlaine (Giuseppe Brandi) e Arthur Rimbaud (Emanuele Di Simone) non sono però soli. Nell’intimità della soffitta dei loro incontri, in un continuo attrarsi e respingersi, che ha il sapore dell’eternità, tra letture di reciproci versi, inebriati dall’amore per i loro corpi, quello giovane di Rimbaud, il meno giovane e vissuto con senso di inferiorità di Verlaine, irrompe la presenza del conte di Lautréamont (Francesco Petrillo), anche lui anima maledetta, a sconvolgere il precario equilibrio di un amore che si scontra con il muro delle convenzioni borghesi.
La potenziale forza emotiva di un rapporto segnato dall’oppio, dall’alcol, dal sesso, dal sangue si spegne in una rappresentazione piuttosto statica, dove i tentativi attoriali di spingere sulla disperazione di anime e di luoghi, e un suggestivo impianto scenico di candele e riflessi rossi che attraversano i corpi dei poeti maledetti, non intercettano però il coinvolgimento del pubblico; qualcosa resta sul palco, non scende a catturare l’attenzione della platea, non si fa universale. Ed è un’occasione persa. L’intenzione di rappresentare uno spaccato d’epoca attraverso la vicenda di tre giovani poeti, incensati dallo storico genio e sregolatezza e avviluppati in una storia di gioia creativa, sesso disinvolto e scomposto dolore, mettendo in vetrina eros e thanatos, splendore e squallore, fremiti giovanili e precoci senili malinconie, è frenata da una messa in scena spesso lontana dall’atmosfera folle ed ebbra che portò Verlaine in un eccesso di gelosia a ferire il suo amato Rimbaud.
Resta la soddisfazione di ammirare per poco più di un’ora – la durata dello spettacolo – i corpi nudi degli attori e di distrarsi tra le perfezioni e imperfezioni che li caratterizzano.
Mentite Spoglie Teatro
presenta
La cerimonia dell’assenzio
Verlaine, Rimbaud, Lautréamont, poeti maledetti
di Antonio Mocciola e Roberto Schena
Con Giuseppe Brandi (Verlanie), Emanuele Di Simone (Rimbaud) e Francesco Petrillo (Lautréamont)
Regia Giuseppe Brandi
Musiche originali Andrea Causapruna
Visto per voi all’ OFF/OFF Theatre di Roma il 26 marzo 2026.
(27 marzo 2026)
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